Ticker

6/recent/ticker-posts

Ad Code

Responsive Advertisement

Meta, Data center contamina le acque reflue di Cheyenne: stop agli scarichi industriali

Data center, altri problemi per Meta negli Stati Uniti. Il caso riguarda il nuovo data center dell’azienda in costruzione a Cheyenne, in Wyoming. Secondo il Board of Public Utilities della città, le acque reflue generate durante alcune operazioni di test dell’impianto sono risultate contaminate da un batterio raro e hanno interferito con il sistema municipale di trattamento e riuso delle acque.

La contaminazione non viene attribuita materialmente a Meta, ma a Goat Systems LLC, società utilizzata per la realizzazione del campus data center. L’ente pubblico locale ha indicato Goat Systems come fonte dello scarico contaminato e ha dichiarato la società in “significant noncompliance” rispetto alle regole cittadine sul pretrattamento industriale.

Dopo la scoperta del problema, le operazioni di scarico sono state interrotte e il Board of Public Utilities ha revocato alla società i permessi per quel tipo di scarico industriale. La città ha inoltre deciso di sospendere fino a nuovo ordine l’accettazione di acque reflue industriali provenienti da operazioni simili legate ai data center.

Secondo Cowboy State Daily, il progetto coinvolto è il grande campus Meta da circa 800 milioni di dollari a sud di Cheyenne, noto durante la fase di sviluppo come Project Cosmo. La struttura dovrebbe estendersi per quasi 800mila piedi quadrati ed è uno dei principali progetti privati avviati nell’area.

Il batterio nelle acque reflue

Il batterio individuato è il Cupriavidus gilardii. Secondo il Board of Public Utilities, la sua presenza ha interferito con le attività degli impianti cittadini di recupero delle acque e ha contaminato il sistema municipale di riuso idrico. Il problema era stato scoperto a febbraio, ma solo ora le autorità locali hanno indicato pubblicamente il soggetto collegato allo scarico.

A quel punto il Board of Public Utilities ha deciso di sospendere fino a nuovo ordine l’accettazione di acque reflue industriali provenienti da operazioni di fill-and-flush e da sistemi a circuito chiuso dei data center.

L’obiettivo dichiarato è proteggere l’integrità del sistema cittadino di trattamento delle acque reflue ed evitare che episodi simili possano ripetersi. L’ente ha spiegato di aver condotto una revisione approfondita e di essere arrivato a una “risoluzione finale” del caso, mantenendo la priorità sulla tutela dell’infrastruttura idrica municipale.

Il caso della Georgia

La vicenda di Cheyenne non è isolata nel dibattito americano sui data center e sull’acqua. In Georgia, la deputata democratica Alexandria Ocasio-Cortez ha portato al Congresso il caso della contea di Morgan, dove la costruzione di un grande data center di Meta è finita al centro delle denunce dei residenti per il peggioramento della qualità dell’acqua potabile. Durante un’audizione alla Commissione energia e commercio, Ocasio-Cortez ha mostrato due barattoli con acqua torbida e ha chiesto un’indagine dell’EPA sugli impatti dei cantieri dei data center sulle risorse idriche locali.

Secondo le ricostruzioni dei media americani, alcune famiglie della zona lamentano minore pressione dell’acqua, problemi agli elettrodomestici e la necessità di ricorrere all’acqua in bottiglia. Al momento si tratta di accuse e richieste di verifica, non di un accertamento definitivo di responsabilità causale. Ma il caso è già diventato politico perché mette insieme Big Tech, tutela ambientale e qualità della vita nelle aree rurali. Proprio per questo il caso rischia di pesare non solo su Meta, ma sull’intero settore dei data center, sempre più sotto osservazione pubblica e politica negli USA.

The post Meta, Data center contamina le acque reflue di Cheyenne: stop agli scarichi industriali appeared first on Key4biz.

Enregistrer un commentaire

0 Commentaires