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Milano Cortina 2026, un algoritmo per gestire le frequenze alle Olimpiadi (anteprima Key4Biz)

Gli imminenti Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano e Cortina d’Ampezzo 2026 costituiscono, oltre che una vetrina davanti al mondo intero per il nostro Paese, anche una sfida tecnica senza precedenti per quanto riguarda l’utilizzo e la gestione dello spettro radio nei giorni e nelle località di svolgimento delle competizioni.

Si tratta di un evento di dimensioni globali, a fronte del quale ottimizzare l’assegnazione dello spettro è stato cruciale. Un evento come le Olimpiadi, per la sua complessità, non è certo paragonabile ad un semplice congresso ma nemmeno ad un concerto, perché l’area da considerare è molto vasta e anche la durata è più lunga. Per non parlare del flusso di gente e delle diverse esigenze per così dire digitali che le diverse categorie di partecipanti hanno: dagli allenatori ai team, agli spettatori, passando al personale sanitario, alle forze dell’ordine e ai media. Servono quindi reti speciali per eventi speciali come questo, con un occhio di riguardo soprattutto alla sicurezza e alle gare.

Milano Cortina 2026, la sfida dello spettro sicuro

In un mondo sempre più connesso la necessità di frequenze radio raggiunge livelli mai toccati in precedenza; la difficoltà principale è quella di dover supportare e gestire un elevatissimo numero di collegamenti radio in un tempo limitato ed in località circoscritte. Questo naturalmente crea la necessità di mitigare le interferenze sia fra i servizi attivati per i Giochi che fra questi ed i servizi già in operazione nei luoghi di svolgimento delle gare.

Questo comporta, una sfida tecnica particolarmente impegnativa, soprattutto per gli eventi che si terranno in un’area a grande densità di persone e di imprese come la città metropolitana di Milano. Nel complesso sono attesi 2.800 atleti da oltre 90 Paesi, a cui devono essere aggiunte le persone dei rispettivi staff (quali allenatori, medici, fisioterapisti), oltre a 10mila operatori dei media, ad un numero di volontari stimato in 20mila persone ed agli spettatori che assisteranno alle gare.

GECOS-OLYMPICS, un software speciale per assegnare lo spettro

Il Mimit ha assegnato 8mila frequenze per coprire l’evento. Il grande numero di richieste ha reso necessario lo sviluppo di un software per l’assegnazione automatica delle frequenze, denominato GECOS-OLYMPICS, sviluppato dalla Fondazione Ugo Bordoni, poiché una gestione manuale delle richieste sarebbe stata, di fatto, impossibile.

Le assegnazioni di frequenze proposte in automatico dal programma, in ogni caso, sono state sottoposte ai funzionari del Ministero per la definitiva approvazione, al fine di consentire una verifica da parte di esperti prima dell’effettivo utilizzo delle frequenze. Come primo passo, l’algoritmo ha determinato per ogni porzione dello spettro radio quali frequenze fossero utilizzabili, basandosi sia su simulazioni con un programma di calcolo elettromagnetico sviluppato anch’esso dalla Fondazione Ugo Bordoni che su campagne di misura in situ dei livelli di campo elettromagnetico svolte nell’autunno del 2024 dal personale del Ministero.

Frequenze classificate in base al rischio interferenze

A seguito di queste indagini preliminari, le frequenze assegnabili sono state classificate con una categoria (“platino”, “oro”, “argento”, “bronzo”) in base alla probabilità che il loro utilizzo possa causare interferenze, che per quanto si cerchi di mantenere più bassa possibile non sarà mai nulla. Per questo motivo, personale del Ministero sarà in servizio durante lo svolgimento dei Giochi, per risolvere in tempo reale eventuali problemi imprevisti che dovessero presentarsi. Non sono state incluse fra le frequenze assegnabili quelle già utilizzate da servizi preesistenti nelle località dei Giochi oltre, naturalmente, a quelle utilizzate dai servizi della difesa e di polizia.

Priorità diverse a seconda dei servizi: in testa cronometraggio e sicurezza

Anche le richieste pervenute sono state classificate con priorità diverse: alcuni servizi, come quelli di cronometraggio e quelli per la sicurezza, avevano priorità massima e le richieste pervenute dovevano essere tutte soddisfatte. Per le altre richieste di assegnazione di frequenze, l’algoritmo utilizzato aveva lo scopo di soddisfarne il maggior numero possibile; quando non è stato possibile soddisfare una richiesta di una particolare frequenza, il programma di assegnazione ha proposto una frequenza differente nella stessa banda.

Le richieste di frequenze accettate in ingresso erano per le seguenti tipologie di collegamento:

• Radiomobile portatile (Handhled Modile Radio, HMR);

• Radiomobile terrestre (Land Mobile Radio, LMR);

• Telemetria (TLM);

• Radiomicrofoni (MIC);

• Auricolari radio (In-Ear Monitors, IEM);

• Comunicazioni audio (Audio Intercommunication System, AIS);

• Telecamere Wireless (CAM);

• Ponti radio a microonde trasportabili (Microwave Transportable Point-to-Point Links, MML);

• Ponti radio a microonde fissi (Microwave Fixed Point-to-Point Links, MFL);

• Stazioni satellitari di terra permanenti o trasportabili (Permanent Earth Stations/Transportable Earth Stations, SNG).

Per le richieste pervenute in assenza di parametri tecnici specifici (quali la potenza trasmessa ed il guadagno di antenna) il programma di assegnazione ha utilizzato valori tipici di riferimento per il servizio specifico. Adesso la qualità e l’efficacia della metodologia automatizzata di assegnazione delle frequenze e di gestione dello spettro passerà alla prova dei fatti. In ogni caso, l’esperienza maturata sul campo costituisce un patrimonio culturale di primo livello, che potrà essere riutilizzato in futuro quando si presenteranno altre situazioni analoghe.

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