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Chat control, la presidente Metsola bypassa la bocciatura dell’Europarlamento?  

Può la lotta alla pedopornografia superare il diritto alla privacy dei cittadini europei?

E’ lecito spiare, indiscriminatamente, le chat di tutti i cittadini Ue nella speranza di scovare, a partire dalle foto e dai contenuti postati, qualche pedofilo su WhatsApp e sui social network?

Sono questi in sintesi i dilemmi che si trovano ad affrontare le istituzioni europee, dopo che la presidente dell’Europarlamento Roberta Metosla, bypassando il voto negativo dell’organismo che presiede arrivato  a fine marzo, si è rivolta direttamente agli Stati membri nel Consiglio per spingere una proposta di legge finalizzata a scannerizzare i contenuti sospetti di pedopornografia che circolano sulle piattaforme criptate end to end online.

Metsola insiste

E’ quanto emerge da un documento visionato da Politico.eu, secondo cui la presidente dell’Europarlamento si starebbe adoperando per continuare a  permettere alle piattaforme di setacciare i contenuti delle loro chat a caccia di abusi sessuali su minori.

La proposta ha sollevato un vespaio di polemiche, creando fronti diametralmente opposti. Da un lato c’è che è a favore, allo scopo di frenare il fenomeno degli abusi, dall’altro c’è chi è contrario per timore di abusi di potere da parte delle autorità e paura che si arrivi ad una sorta di controllo di massa, una sorveglianza di massa che metterebbe la parola fine alla crittografia end-to-end.

Il Partito Popolare ha sollevato la questione

Un funzionario del Parlamento europeo ha detto che il Partito Popolare Europeo, il partito a cui appartiene Metsola, ha sollevato la questione e nessun altro gruppo ha sollevato obiezioni. Il funzionario ha chiesto di rimanere anonimo per poter rivelare dettagli riservati dell’incontro.

Secondo due assistenti parlamentari, i legislatori che lavorano alla legge ritengono ora che Metsola abbia agito scavalcando le loro autorità, invitando il Consiglio ad adottare una posizione che il Parlamento aveva già respinto.

Secondo i detrattori di questa proposta, quella di Metsola non sarebbe in nessun modo tutela dei minori.

Ipotesi Chat Control

La normativa alla base di tutto questo, chiamata Chat Control, potrebbe leggere i messaggi e le foto sullo smartphone di tutti, prima che la crittografia possa proteggerli, e segnalerebbe alle autorità qualsiasi contenuto ritenuto sospetto.

Il software segnalerebbe le immagini mai viste prima, basandosi su supposizioni.

Se un genitore invia la foto del proprio bambino nella vasca da bagno a un nonno, il software potrebbe segnalarlo alla polizia. Su scala europea, anche un margine minimo di errore significherebbe milioni di persone innocenti segnalate ogni giorno.

Investigatori rischiano di essere sommrsi

Questo sommergerebbe gli investigatori, già oberati di lavoro, distogliendoli dai bambini che ora sono in reale pericolo.

Signal ha dichiarato che uscirà dall’Europa piuttosto che integrare questa funzionalità nella sua app, perché un’app di messaggistica con uno scanner governativo al suo interno non è più privata.

Il Regno Unito sta valutando di fare lo stesso.

Prima di lasciare Downing Street, Keir Starmer ha detto ad Apple e Google che il governo li obbligherà a integrare la scansione della nudità in ogni telefono venduto in Gran Bretagna, a meno che non lo facciano volontariamente.

E’ davvero questo che vogliamo in Europa? Un chat control di massa?

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