L’intelligenza artificiale oggi è considerata un’arma? La risposta è sì. Anthropic ha dovuto sospendere l’accesso ai suoi due modelli più potenti, Fable 5 e Mythos 5, per conformarsi a una direttiva del governo americano che cita ragioni di “sicurezza nazionale”, a soli tre giorni dal lancio commerciale di Fable.
Washington ha ordinato, in base alle normative sul controllo delle esportazioni, che l’accesso ai modelli fosse interrotto per qualsiasi cittadino straniero, dentro o fuori dagli Stati Uniti, inclusi i dipendenti stranieri di Anthropic. La società ha spiegato di non poter distinguere in modo affidabile gli utenti sulla base della nazionalità e ha quindi disabilitato i modelli per tutti i clienti.
Il caso Amazon e la corsa della Casa Bianca
Il caso, ricostruito da Axios e Politico, è iniziato dopo le segnalazioni arrivate da Amazon e da altre aziende alla Casa Bianca su possibili vulnerabilità e bypass delle protezioni dei modelli.
Amazon avrebbe contattato funzionari dell’amministrazione giovedì sera per condividere un report tecnico sui rischi legati a Mythos. Politico scrive che l’amministrazione aveva chiesto un feedback e che Amazon avrebbe risposto segnalando la possibilità di bypassare alcune protezioni.
Venerdì mattina il dossier era già arrivato ai vertici della Casa Bianca. Tra i funzionari coinvolti, secondo Politico, ci sarebbero stati il segretario al Tesoro Scott Bessent, il White House Cyber Director Sean Cairncross, la capo di gabinetto Susie Wiles, il segretario al Commercio Howard Lutnick e altri esponenti dell’amministrazione.
La Casa Bianca avrebbe chiesto ad Anthropic di ritirare volontariamente il modello e collaborare per correggere le vulnerabilità. Secondo fonti vicine ad Anthropic, invece, il governo avrebbe dato alla società solo 90 minuti per togliere Fable e Mythos, senza fornire dettagli tecnici sufficienti sulla minaccia.
La difesa di Anthropic
Dario Amodei, amministratore delegato di Anthropic, avrebbe cercato di spiegare all’amministrazione che il bypass segnalato non equivaleva a un jailbreak universale del modello. Secondo la società, la tecnica descritta nel report non dimostrava un crollo dei sistemi di sicurezza di Fable 5 e poteva essere ottenuta anche con altri modelli.
Dopo l’imposizione dei controlli all’export, Anthropic ha pubblicato una nota in cui ha dichiarato di rispettare la direttiva del governo, definendola però sproporzionata. La società ha sostenuto che nessun tester avrebbe trovato un jailbreak universale, cioè un metodo capace di aggirare in modo ampio le protezioni del modello e sbloccare una vasta gamma di capacità cyber.
Anthropic ha anche rivendicato la robustezza dei propri sistemi di sicurezza, spiegando che alcune protezioni sono talmente ampie da aver generato lamentele da parte degli utenti. Per la società, il governo dovrebbe poter bloccare distribuzioni insicure, ma attraverso un processo trasparente, equo, chiaro e fondato su evidenze tecniche.
Fable 5, Mythos 5 e il nodo cyber
Mythos 5 era stato annunciato da Anthropic come modello ad altissima capacità solamente pochi giorni fa, accessibile solo a un gruppo limitato di aziende tech e cyber, con l’obiettivo di individuare vulnerabilità software e rafforzare la difesa. La stessa società aveva riconosciuto che un modello di quel livello, nelle mani sbagliate, avrebbe potuto creare rischi seri.
Fable 5 era invece la versione per uso generale, descritta da Anthropic come modello “Mythos-class”, cioè basato sulla stessa famiglia tecnologica ma con protezioni aggiuntive per renderlo disponibile al pubblico. Proprio questa distinzione è diventata il punto di frizione con la Casa Bianca.
Per Anthropic, Fable era stato sottoposto a verifiche e aveva protezioni sufficienti per l’uso generale. Per l’amministrazione Trump, invece, il livello raggiunto dai modelli superava una soglia di rischio nazionale.
La tensione tra governo e Anthropic
La vicenda si inserisce in un rapporto già complicato tra l’amministrazione Trump e Anthropic. L’azienda è stata criticata da ambienti vicini alla Casa Bianca per le sue posizioni sulla regolazione, sui rischi occupazionali dell’AI e sui limiti all’uso dei propri strumenti in attività considerate sensibili, come sorveglianza domestica di massa e armi autonome.
Secondo Politico, il Pentagono aveva già classificato Anthropic come rischio di supply chain per alcune sue scelte sull’impiego dei modelli. Anche David Sacks, ex responsabile AI della Casa Bianca e contrario a un’eccessiva regolazione, ha difeso la decisione dell’amministrazione sui controlli all’export, sostenendo che la speranza del Governo sia una correzione rapida del problema e il ritorno di Fable alla distribuzione generale.
La società di Amodei si è presentata negli ultimi anni come una delle aziende più attente alla sicurezza dell’AI e più favorevoli alla regolazione dei modelli avanzati. Proprio per questo, secondo fonti della Casa Bianca, i funzionari sarebbero rimasti sorpresi dalla resistenza della società a ritirare temporaneamente Fable dopo la segnalazione delle vulnerabilità.
Una cosa è certa: da oggi le aziende AI sanno che, oltre una certa soglia di capacità, non potranno più muoversi senza un confronto con la Casa Bianca.
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