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Che cos’è il visto elettronico e perché una donna scambiata per la gemella è rimasta bloccata in Spagna

Un errore nel sistema digitale dell’immigrazione britannica ha lasciato a terra una cittadina europea bloccata in Spagna dopo averla confusa con la sua sorella gemella identica.

A raccontare il caso è Politico. Nidia Webb, che vive nel Regno Unito da otto anni, stava tornando da una vacanza in Spagna quando le è stato impedito di imbarcarsi sul volo diretto verso casa. Al gate, infatti, il suo “settled status”, il diritto di soggiorno riconosciuto ai cittadini europei residenti nel Paese prima della Brexit, non risultava correttamente associato alla sua identità.

Che cos’è l’eVisa britannico

Dopo la Brexit, i cittadini dell’Unione europea che già vivevano nel Regno Unito hanno potuto ottenere il “settled status”, che consente loro di continuare a risiedere legalmente nel Paese dopo la fine della libera circolazione.

Il governo britannico ha però deciso di non rilasciare un documento fisico che dimostri questo status. La prova del diritto di soggiorno è invece affidata a un eVisa, un visto elettronico conservato nei sistemi informatici dell’Home Office.

Il sistema l’aveva confusa con la sorella gemella

“Il mio settled status digitale era stato collegato ai dati della mia sorella gemella identica anziché ai miei, il che significava che il mio status non poteva essere correttamente associato alla mia identità”, ha raccontato a Politico.

Secondo Webb, l’Home Office le avrebbe spiegato che si tratta di “un problema tecnico noto” che riguarda alcuni gemelli. Il ministero non ha contestato questa ricostruzione e ha fatto sapere che avrebbe contattato la donna per assicurarsi che il problema fosse risolto. Il sistema eVisa conserva informazioni come nome completo, data di nascita, nazionalità e fotografia del volto. Elementi che, nel caso di gemelli identici, possono naturalmente presentare fortissime somiglianze.

L’email di conferma inviata alla gemella sbagliata

Dopo averle assicurato che avrebbe ricevuto una comunicazione una volta corretto il problema, l’Home Office ha inviato l’email di conferma proprio alla sorella gemella.

Non avevo idea che il problema fosse stato risolto fino a quando non mi hanno permesso di salire sul volo per tornare a casa”, ha spiegato Webb. La donna ha dovuto acquistare a proprie spese un nuovo biglietto aereo. La compagnia assicurativa le avrebbe poi indicato di tentare di recuperare il denaro direttamente dall’Home Office.

“Se non avessi trascorso ore al telefono cercando di risolvere il problema, non ho idea di quanto tempo sarei potuta rimanere bloccata all’estero”, ha aggiunto.

I problemi del sistema digitale

Monique Hawkins, amministratrice delegata ad interim di the3million, organizzazione che tutela i diritti dei cittadini europei residenti nel Regno Unito, ha spiegato a Politico che sono stati registrati diversi casi nei quali lo status di immigrazione di una persona è risultato intrecciato con l’account eVisa di un’altra.

“Dimostra come, nonostante le affermazioni secondo cui il sistema eVisa sarebbe altamente resiliente, possa fallire proprio nei momenti critici in cui le persone hanno bisogno che funzioni”, ha dichiarato.

Secondo Hawkins, è essenziale che le persone dispongano di uno strumento stabile per dimostrare il proprio status. L’attuale sistema esclusivamente digitale sarebbe stato introdotto troppo rapidamente e può creare anche problemi nell’attribuzione delle responsabilità quando un passeggero viene respinto da una compagnia aerea.

Più di 76mila profili con dati errati

Politico ricorda inoltre che, secondo quanto riportato dal Guardian nel 2024, più di 76mila persone avevano nomi, status di immigrazione o fotografie erroneamente associati all’interno del database britannico dell’immigrazione.

Il dato comprende anche cittadini di nazionalità diverse sottoposti al sistema eVisa e non soltanto cittadini dell’Unione europea.

L’Home Office difende comunque il sistema. Un portavoce ha dichiarato che oltre 10 milioni di persone hanno già utilizzato con successo gli eVisa per dimostrare il proprio status di immigrazione e che, nei rari casi in cui vengono individuati errori, la maggior parte viene risolta entro 24 ore.

Il problema dei gemelli nei sistemi biometrici

Il caso britannico si inserisce in una questione più ampia legata alla digitalizzazione dei controlli alle frontiere. Politico aveva già raccontato che anche l’Entry/Exit System dell’Unione europea può incontrare difficoltà nel distinguere gemelli identici.

Secondo Rafi Cooper, responsabile della comunicazione di Twins Trust, con la crescente digitalizzazione dei sistemi di identità e di frontiera i gemelli stanno incontrando nuovi problemi.

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