Ticker

6/recent/ticker-posts

Ad Code

Responsive Advertisement

Reti in fibra asset energetico. Meo (Politecnico di Torino): “In Italia con una rete full FTTH consumo inferiore dell’86%”

Il vantaggio energetico dell’FTTH (la fibra ottica fino a casa) sull’FTTC (la fibra misto rame fino al cabinet) è un dato di fatto e i dati sono di pubblico dominio. I motivi sono evidenti e di carattere tecnologico. In poche parole, la tecnologia ottica è molto più efficiente del rame. “I motivi tecnologici fanno sì che la fibra sia più efficiente del rame”, ha raccontato, a Key4Biz, Michela Meo, professoressa di Ingegneria delle Telecomunicazioni del Politecnico di Torino, autrice insieme alla collega Daniela Renga del report “Lo switch-on della fibra FTTH: un motore di sostenibilità”.  

Lo switch-off del rame dal punto di vista energetico è uno dei temi chiave del Digital Networks Act, in discussione a Bruxelles, con il quale la Commissione europea punta a unire il mercato unico alla connettività e alle telecomunicazioni, sostituendo il Codice europeo delle comunicazioni elettroniche del 2018. Il resto del discorso sul rame è economico. 

Il senso dello switch-off dell’FTTC? Eliminare una grossa inefficienza

Ma detto questo, dal punto di vista della sostenibilità quello che costa tantissimo nelle vecchie reti FTTC rispetto all’FTTH è tenere accesi i dispositivi e gli apparati. È principalmente per una questione di risparmio energetico che la rete FTTC andrebbe spenta. “Svuotare parzialmente la rete FTTC dal traffico dati e dai servizi non serve a risparmiare sul fronte energetico – ci ha spiegato la professoressa Meo – dal nostro studio emerge che se avessimo una rete full fibre FTTH in Italia e la copertura in fibra di tutto il traffico ci sarebbe un consumo dell’86% in meno di quello attuale”.  

Sovrapposizione di reti non abbatte i consumi

Mantenere un apparato acceso comporta un rilevante consumo energetico anche quando viene usato soltanto parzialmente. Quindi, se diverse tecnologie di accesso – in questo caso FTTH e FTTC – restano accese contemporaneamente i risparmi energetici sono limitati, anche se alcune reti sono usate in modo limitato. La coesistenza della doppia rete FTTH e FTTC pesa non poco sul consumo energetico.

In altre parole, con un traffico dati al 100% su rete FTTH ci sarebbe quasi un dimezzamento dei consumi energetici. Finché l’FTTC resta acceso, per quanto scarico, i consumi restano elevati a causa del gran numero di apparati connessi nella rete in rame. Il rame peraltro è più sottile, quindi non è in grado di trasportare la stessa quantità di dati della fibra, che inoltre ha costi di manutenzione inferiori.

“Il vero collo di bottiglia resta l’utente finale, di natura restio al cambiamento, a meno che non vi sia un intervento legislativo”, ha commentato, a Key4Biz, Massimo Tornatore, professore presso il Dipartimento di Elettronica, Informazione e Bioingegneria del Politecnico di Milano, dove insegna Reti di Telecomnicazione.

FTTH, naturale resistenza degli utenti alla migrazione

In Italia c’è tanta fibra, ma l’adozione da parte degli utenti finali è in ritardo rispetto alla media Ue. L’adozione della fibra costa, esiste ancora una sovrapposizione con la rete FTTC misto rame. La transizione al 100% non è facile anche perché diversi servizi come la domotica e i sistemi della PA sono connessi tramite FTTC. E questo vale per le aree bianche ma anche per quelle urbane.

Switch-off del rame tema energetico

In altre parole, lo switch-off del rame e la transizione all’FTTH hanno un costo non indifferente e le persone non si sentono di doverlo fare per forza. “A molti basta la connessione FTTC che hanno già, è un po’ la stessa situazione che nel mobile si sta vivendo con la dismissione del 3G con diversi servizi che sono intrinsecamente legati allo standard mobile e che frenano l’adozione di standard nuovi”, ha aggiunto Meo.

Fibra più resiliente e quindi più sicura

Il tema della fibra FTTH non è soltanto di carattere meramente energetico. C’è anche una questione più sottile, che ha un risvolto politico non secondario. “Una rete più resiliente, che consuma meno, è anche più efficiente e di conseguenza più sicura per quanto riguarda le caratteristiche di cybersicurezza che deve avere una infrastruttura critica come la rete di telecomunicazioni”, ha continuato la professoressa del Politecnico di Torino, sottolineando i vantaggi della fibra in termini di minori necessità di gruppi di approvvigionamento che rendono la distribuzione energetica meno complessa.

Tornatore (Politecnico di Milano): “Energia una delle voci di costo più alte per le telco”

“L’energia è una delle voci di costo più alte per le telco”, ha continuato Massimo Tornatore, professore di Telecomunicazioni del Politecnico di Milano. A parità di banda, l’FTTH garantisce un risparmio del 35% rispetto all’FTTC. “L’FTTH generica”, ci ha raccontato il professore, “per il mondo business prevede delle reti in fibra dedicate, mentre per la clientela residenziale c’è la tecnologia PON anch’essa molto energy efficient perché sostituisce gli switch con degli split ottici, componenti passivi che non consumano. Con diverse PON multiple ci sono tanti utenti nativamente energy efficient”.

In questa dimensione delle PON, la tecnologia è avanzata rendendole ancora più efficienti. “Ci sono dei meccanismi di pausing per cui l’apparato non utilizzato va in automatico in modalità sleep a basso consumo energetico e anche di spegnimento”, ha aggiunto il professore

Reti FTTC+FTTH consumo annuo di circa 550 GWh. Con FTTH si arriverebbe a 77 GWh. I numeri

Oggi le reti in rame e quelle ibride, per lo più attive a regimi ridotti, rappresentano il 90% dei consumi complessivi pur servendo meno del 70% delle utenze e la coesistenza delle diverse tecnologie comporta un consumo annuo di circa 550 GWh. Se lo stesso numero di utenti fosse servito da reti esclusivamente ottiche FTTH, il fabbisogno energetico scenderebbe a 77 GWh annui, con una riduzione di emissioni equivalenti a 125mila tonnellate di CO2.

La sostenibilità delle reti FTTH è dimostrata anche da un altro report, realizzato dall’FTTH Council in collaborazione con la società di analisi Cartesian, dal titolo “Fibre Networks as Green Assets”. La connettività FTTH, conclude il report, è la più efficiente e compensa anche il cosiddetto “effetto rebound”, per cui i miglioramenti nell’efficienza energetica e operativa, offerti dalla fibra ottica, verrebbero in parte o totalmente vanificati da un aumento del consumo complessivo di dati e servizi digitali. Ebbene, in presenza di reti al 100% FTTH questo effetto non si verificherebbe.

Le principali evidenze del report di FTTH Council e Cartesian “Reti in fibra asset green”

In questo report si dimostra che le reti FTTH svolgono un ruolo chiave nello sbloccare questi vantaggi, sfruttando al contempo tecnologie e approcci che minimizzano qualsiasi impatto ambientale negativo, supportando così la doppia transizione (digitale e verde):

  • Le reti FTTH sono altamente efficienti durante tutto il loro ciclo di vita, dalla produzione, all’implementazione, fino alla gestione operativa, e supportano l’economia circolare;
  • La produzione di cavi in ​​fibra ottica genera soltanto tra 2,3 e 3,07 kg di CO2 per 1 km di cavo; contro i 10,8-15 kg di CO2 generati per produrre 1 km di cavo in rame. E ha una durata maggiore e una capacità di trasmissione superiore rispetto alle tecnologie di rete alternative (xDSL e cavo);
  • Le reti FTTH sono molto efficienti nella loro implementazione: hanno un’architettura più snella rispetto a xDSL e cavo, basandosi su un numero inferiore di elementi di rete e con minori requisiti di potenza. Inoltre, gli operatori FTTH utilizzano tecniche moderne (ad esempio, micro-trincea e riutilizzo delle infrastrutture) durante la realizzazione della rete;

Consumi a confronto

  • Il consumo energetico delle reti di accesso FTTH (escluso il CPE) è oltre 7 volte inferiore rispetto alle reti di accesso VDSL2+ e 6 volte inferiore rispetto alle reti di accesso via cavo;
  • Le reti FTTH supportano l’economia circolare e offrono significativi vantaggi ambientali associati alla dismissione delle vecchie reti in rame: ogni tonnellata di rame recuperato elimina 2,8 tonnellate di emissioni di CO2 che deriverebbero dall’estrazione di ogni tonnellata di rame di nuova estrazione;
  • L’espansione della copertura FTTH della popolazione europea dall’attuale 65% al ​​99% si tradurrebbe in un aumento di 148.000 tonnellate di emissioni di CO2 generate dai clienti FTTH all’anno, un numero di gran lunga inferiore agli 1,1 milioni di tonnellate che genererebbero utilizzando una rete VDSL2+;
  • Le reti FTTH supportano le funzionalità Smart Grid, Smart Building e Smart Utilities che sono alla base del potenziale delle Smart City e contribuiscono a raggiungere uno sviluppo sostenibile in molteplici settori e ambiti.

The post Reti in fibra asset energetico. Meo (Politecnico di Torino): “In Italia con una rete full FTTH consumo inferiore dell’86%” appeared first on Key4biz.

Enregistrer un commentaire

0 Commentaires