*L’IPO sarà in grado di finanziare soltanto pochi anni se i ricavi dell’AI non saranno in grado di coprire le spese crescenti.
* Le Big Tech che competono con SpaceX superano la spesa dell’operatore satellitare sull’AI, con ricavi di gran lunga superiori.
* La possibile acquisizione di Cursor potrebbe far aumentare il bisogno di maggiori capitali.
SpaceX, il core business reale è l’AI (non i viaggi su Marte)
Elon Musk sta promuovendo SpaceX come il biglietto dell’umanità per Marte. Ma la presentazione dell’azienda agli investitori in vista di una potenziale IPO storica rivela che la sua attività principale sarà la stessa delle Big Tech: sviluppare l’intelligenza artificiale. E’ quanto traspare da una approfondita analisi realizzata da Reuters, secondo cui la differenza sta nel modo in cui le aziende finanziano le spese.
Mentre Alphabet e Microsoft hanno ingenti flussi di cassa operativi, SpaceX sta finanziando la sua espansione con i ricavi derivanti da razzi e satelliti, il che la porta ad avere un profilo di consumo di cassa più simile a quello di una startup in fase avanzata che a quello di un’azienda consolidata da mille miliardi di dollari.
Starlink, la divisione di banda larga satellitare di SpaceX, ha raddoppiato il suo utile operativo lo scorso anno, raggiungendo i 4,42 miliardi di dollari, coprendo agevolmente le perdite subite dalla divisione spaziale, che sta investendo massicciamente in un nuovo razzo per il trasporto di satelliti, come mostrano alcuni estratti della documentazione per l’IPO visionati da Reuters.
Questo ha incoraggiato Musk a trasformare SpaceX in un’azienda incentrata sull’intelligenza artificiale, modificando radicalmente il suo profilo di spesa.
Nel 2025 il 61% della spesa di SpaceX arriva dall’AI
Nel 2025, la divisione AI, che comprende xAI, ha rappresentato il 61% della spesa totale in conto capitale dell’azienda consolidata, pari a 20,74 miliardi di dollari. Allo stesso tempo, l’aumento dei costi ha portato l’unità a una perdita operativa di 6,4 miliardi di dollari. Tuttavia, con i piani per la costruzione di un’armata di data center spaziali, è improbabile che la spesa di SpaceX rallenti a breve.
“Ciò che gli investitori cercheranno è una chiara visibilità su come il modello di business si evolverà con questo finanziamento e se sarà in grado di rendere economicamente sostenibile la potenza di calcolo su larga scala”, ha detto Melissa Otto, responsabile della ricerca presso S&P Global Visible Alpha.
“Per molti aspetti, SpaceX sembra una startup di dimensioni colossali”.
Le grandi Big Tech hanno ricavi e profitti enormi: 600 miliardi sul piatto per l’AI nel 2026
Sebbene la spesa di SpaceX sia colossale per la maggior parte degli aspetti, impallidisce rispetto ai rivali della Silicon Valley. Alphabet (società madre di Google), Microsoft, Meta (proprietaria di Instagram), insieme ad Amazon e Oracle, spenderanno complessivamente oltre 600 miliardi di dollari in intelligenza artificiale quest’anno.
Ricavi delle Big Tech un cuscinetto per l’AI
Le grandi aziende tecnologiche generano inoltre un fatturato di gran lunga maggiore dalle attività esistenti, che spaziano dalla pubblicità digitale al cloud computing e al software aziendale, offrendo a queste società sia un margine di manovra più ampio per continuare a investire nella tecnologia, sia un cuscinetto nel caso in cui la domanda di intelligenza artificiale non soddisfi le aspettative.
Nessun cuscinetto per SpaceX (per questo la IPO)
Questa differenza è rilevante, dato che SpaceX si sta preparando a quella che potrebbe essere la più grande offerta pubblica iniziale (IPO) della storia, vantando un mercato potenziale totale di 28.500 miliardi di dollari, gran parte del quale legato all’intelligenza artificiale per le imprese.
SpaceX, obiettivo raccogliere 75 miliardi dalla IPO
Sebbene l’azienda punti a raccogliere 75 miliardi di dollari con la sua IPO, raggiungendo una valutazione di 1.750 miliardi di dollari, potrebbe dover tornare sui mercati tra qualche anno se la crescita delle spese in conto capitale continuerà a superare quella dei ricavi. Le spese in conto capitale sono più che raddoppiate lo scorso anno, superando i ricavi di circa 2 miliardi di dollari.
Il divario potrebbe ampliarsi, poiché gli analisti stimano che il costo per realizzare il piano dell’azienda di lanciare una costellazione di un milione di satelliti per data center si aggiri sui trilioni di dollari.
“L’incertezza (finanziaria) è rilevante, ma gestibile se l’aumento dei ricavi derivanti dall’IA si concretizzerà nei tempi previsti dal management”, ha detto Shay Boloor, chief market strategist di Futurum Equities.
“Diventerà molto più rischioso una volta che la crescita degli abbonati (di Starlink) si stabilizzerà o se la spesa per l’IA continuerà a crescere più rapidamente della monetizzazione.”
Cosa succede se SpaceX acquista Cursor?
Un accordo recentemente rivelato con la startup Cursor, specializzata nella generazione di codice tramite IA, aggiunge ulteriore incertezza. SpaceX ha la possibilità di acquisire l’azienda per circa 60 miliardi di dollari, oppure di rinunciare e pagare circa 10 miliardi di dollari per una collaborazione.
La struttura consente a SpaceX di rimandare la decisione fino a dopo la sua IPO, ma le implicazioni finanziarie sono evidenti. Se SpaceX optasse per il pagamento inferiore previsto dalla collaborazione, probabilmente perderebbe l’accesso al redditizio portafoglio clienti di Cursor, ma l’impatto finanziario ridurrebbe la sua liquidità di mesi, anziché di anni.
In questo scenario, Cursor potrebbe aiutare SpaceX a migliorare la produttività delle sue operazioni di intelligenza artificiale senza alterare drasticamente il rischio di bilancio, supportando potenzialmente la tesi secondo cui la spesa per l’AI può diventare più efficiente nel tempo.
Nessuna delle due società ha specificato come verrebbe finanziata l’operazione. Una transazione basata esclusivamente sullo scambio di azioni lascerebbe intatta la posizione di cassa di SpaceX, ma anche una piccola parte dell’importo dell’acquisizione pagata in contanti potrebbe accelerare la necessità di un nuovo aumento di capitale o richiedere una significativa riduzione delle spese.
Secondo Boloor, i dati finanziari dell’azienda sono più simili a quelli di un’azienda produttrice di razzi e satelliti che a quelli di un gigante delle infrastrutture per l’AI che aspira a diventare. “Questo non significa che l’operazione sia fallita, ma implica che gli acquirenti dell’IPO pagherebbero in anticipo per una trasformazione che deve ancora manifestarsi più chiaramente nei numeri”.
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