BMW porta i robot umanoidi dentro la produzione europea. Nello stabilimento di Lipsia, il gruppo tedesco ha avviato il suo primo progetto in Europa con robot umanoidi in ambiente industriale, inserendo il sistema AEON di Hexagon Robotics in un percorso di test sulla linea produttiva.
Il robot è alto 1,65 metri, pesa circa 60 chilogrammi e si muove su ruote. Può essere equipaggiato con mani, pinze o strumenti di scansione, a seconda dell’attività da svolgere. Non si tratta quindi di un robot industriale fisso, pensato per un’unica operazione ripetuta sempre nello stesso punto della linea, ma di una piattaforma mobile e riconfigurabile, progettata per muoversi all’interno dell’ambiente produttivo e svolgere compiti diversi.
La sperimentazione conferma l’interesse crescente dell’industria automobilistica per la Physical AI, cioè sistemi di intelligenza artificiale capaci di collegare dati, decisioni e movimento fisico. Non più soltanto software che analizzano informazioni o generano contenuti, ma macchine in grado di agire nello spazio reale, interagendo con processi, componenti, strumenti e lavoratori.
Il percorso di test nello stabilimento di Lipsia
BMW ha avviato il progetto dopo una prima fase di valutazioni teoriche e prove di laboratorio. Il primo impiego nello stabilimento di Lipsia è avvenuto nel dicembre 2025, mentre nuovi test sono stati programmati da aprile 2026 in vista di una fase pilota prevista per l’estate.
L’obiettivo iniziale riguarda l’assemblaggio di batterie ad alta tensione e componentistica. Sono ambiti centrali per l’industria dell’auto elettrica, dove precisione, continuità produttiva e sicurezza dei processi sono elementi decisivi.
Il robot AEON sarà testato soprattutto su mansioni ripetitive, ergonomicamente pesanti o difficili da automatizzare con robot industriali fissi. È proprio qui che BMW vede una possibile area di applicazione: compiti che non richiedono necessariamente una linea completamente automatizzata, ma che possono beneficiare di un supporto robotico flessibile.
Perché gli umanoidi interessano l’automotive
L’automotive è uno dei settori più automatizzati al mondo. Da decenni utilizza robot industriali per saldatura, verniciatura, assemblaggio e movimentazione. Ma la nuova generazione di robot umanoidi o semi-umanoidi punta a coprire uno spazio diverso.
I robot industriali tradizionali funzionano molto bene in ambienti strutturati, con compiti precisi, ripetitivi e altamente standardizzati. Il limite emerge quando le attività sono più variabili, quando gli spazi sono progettati per operatori umani o quando l’automazione fissa non è conveniente dal punto di vista tecnico o economico.
Un mercato sempre più in crescita
Un robot come AEON prova a inserirsi proprio in questa zona intermedia. Può muoversi, cambiare utensile, adattarsi a compiti diversi e lavorare in contesti dove oggi l’automazione è più complessa. Il suo valore non sta solo nella forza o nella precisione, ma nella flessibilità.
Il test di BMW arriva mentre il mercato dei robot umanoidi sta passando dalla ricerca alla fase industriale. Secondo l’ultimo rapporto di Fortune Business Insights, il valore globale del settore dovrebbe crescere da 4,89 miliardi di dollari nel 2025 a 6,24 miliardi nel 2026, fino a 165,13 miliardi nel 2034, con un tasso medio annuo composto del 50,60%.
A spingere la domanda sono AI, sensori avanzati, batterie, potenza di calcolo e calo dei costi hardware, ma anche la carenza di lavoratori qualificati, soprattutto in Europa. La regione Asia-Pacifico resta in testa, con la Cina che ha inserito la robotica avanzata tra le priorità industriali arrivando addirittura a creare una carta d’identità digitale per ogni robot umanoide commercializzato.
The post BMW porta i robot umanoidi in fabbrica, a Lipsia il primo test europeo con AEON appeared first on Key4biz.
0 Commentaires