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Data Edger, i mini data center di Open Fiber a casa del cliente finale

Guardare oltre la fibra e creare una nuova generazione di micro data center, per ottimizzare le comunicazioni e la trasmissione dati all’edge estremo della rete, in casa del cliente finale. È questo l’obiettivo dei Data Edger, i micro data center realizzati da Open Fiber nell’ambito del progetto PESCO, finanziato con i fondi del PNRR nell’ambito del programma RESTART in collaborazione con le principali università del paese e con il CNR, per consentire alle community in digital divide e alle micro e piccole imprese in aree rurali di accedere a tutti i servizi digitali garantiti dall’FTTH anche in zone remote o in condizioni disagiate. Il tutto con un enorme risparmio di energia in confronto a quella consumata dai grandi data center tradizionali.

Quinto appuntamento di FTTH per l’Italia digitale

È questo il tema del quinto appuntamento della nostra rubrica FTTH per l’Italia digitale, che dopo le precedenti quattro puntate dedicate al rapporto della fibra con l’energia, alla connettività nei piccoli Comuni e borghi e a quella delle farmacie, di fibra e Cultura si occupa di nuovi progetti industriali per affrontare l’onda lunga dell’AI.

Spalmare i consumi dell’AI in una rete diffusa di micro data center

 “L’obiettivo è quello di spalmare i consumi dell’AI in una rete diffusa di micro-data center in casa della gente e dentro alle aziende”, ha detto a Key4biz Francesca Parasecolo, la responsabile Engineering di Open Fiber.

Data center made in Europe ante litteram

“Il progetto dei Data Edger è partito tre anni fa, quando ancora l’aumento del traffico dati e della domanda di potenza di calcolo necessaria per gestire l’esplosione dell’Intelligenza Artificiale era di là da venire – ha detto Gianluigi Pezzuco, IoT security solution engineer di Open Fiber – l’obiettivo è distribuire l’elaborazione dei dati in una miriade di data center di dimensioni e consumi ridotti a casa delle persone e all’interno delle aziende”.

Data Edger, il data center direttamente a casa o in ufficio

Un cambio di paradigma totale, per creare una rete di micro data center ed estendere le potenzialità della vera fibra FTTH anche nelle aree prive di infrastrutture e data center vicini.

Il tutto grazie “a un cluster di server delle dimensioni di una scatola di scarpe”, o di una cassa musicale, aggiunge Pezzuco, da collocare all’interno di un POP o dentro gli edifici o addirittura all’interno dell’abitazione dell’utente. Con tutti i vantaggi del caso in termini di dimensioni e consumi garantiti dal nuovo prodotto realizzato dall’azienda in collaborazione, come detto, con i principali atenei del paese.

Sovranità digitale sul dato a livello domestico

Un altro vantaggio legato a questo nuovo sistema è la possibilità di gestire i dati direttamente da casa, con una sorta di sovranità digitale che scende e resta a livello domestico. “Il Cloud computing di per sé è una tecnologia che allontana i dati dagli utenti finali – aggiunge Pezzuco – il Data Edger al contrario riavvicina il dato all’utente finale e anzi lo riporta sotto lo stesso tetto, per così dire, per una gestione domestica della sovranità digitale”. In altre parole, si va anche oltre i dettami della Commissione Ue, che da tempo predica la necessità di riportare la gestione dei dati dei cittadini Ue all’interno del Vecchio Continente.

Anche i consumi sono mini

 i Data Edger di Open Fiber sono quindi “un’infrastruttura di micro-datacenter innovativa in termini di spazi occupati, di risorse energetiche ed economiche richieste per la sua realizzazione, con consumi contenuti”, aggiunge Francesca Parasecolo, la responsabile Engineering di Open Fiber.

Data Edger per sostenere lo sviluppo dell’AI

“Stiamo avviando una nuova collaborazione con il mondo accademico per un utilizzo dei Data Edger in ambito AI  – aggiunge Parasecolo – e l’obiettivo di tutto ciò è rendere il modello AI/data center sempre più sostenibile all’interno di architetture sempre più distribuite”.

Un prototipo in linea con le ultime tendenze che arrivano dagli Stati Uniti, dove recentemente è stata messa a terra l’idea dei data center di prossimità, collocati nei pressi dei centri abitati da servire, più vicini agli utenti finali.

Una rete di mini-data center per spalmare i consumi dell’AI

“Ma noi ci siamo spinti più in là, riducendo in maniera drastica dimensioni, costi e consumi dei data center per portarli a domicilio dell’utente”, aggiunge ancora Parasecolo. La direzione futura è quella di produrre una soluzione chiavi in mano da mettere a casa dell’utente finale, con il vantaggio di poter mantenere all’interno delle mura dell’abitazione i dati. In questo modo, non si fornisce più la semplice connettività ma anche un provider di servizi di calcolo più avanzati. In un futuro ormai prossimo, il Data Edger potrebbe quindi diventare un tool diffuso che permette di spalmare i consumi, del tutto analogo ad un router di casa. 

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