I dati di milioni di studenti e insegnanti potrebbero finire nelle mani delle grandi Big Tech per l’addestramento dei sistemi di intelligenza artificiale. E’ questo l’allarme dell’ETUCE (Comitato sindacale europeo per l’istruzione, o European Trade Union Committee for Education), la principale federazione sindacale europea che rappresenta gli insegnanti e il personale della scuola e dell’università, e rilanciato in Italia dalla Flc Cgil per difendere l’integrità dei dati del mondo scolastico dalle grinfie dell’AI.
La proposta trapelata dal Consiglio Ue
L’ETUCE, che rappresenta 5 milioni di insegnanti, accademici e personale di supporto all’istruzione in tutta Europa, lancia l’allarme su una proposta trapelata del Consiglio dell’Unione europea che potrebbe indebolire significativamente le tutele in materia di protezione dei dati per bambini, studenti, insegnanti e altro personale dell’istruzione. Il voto è oggi.
La proposta, nota come articolo 88 bis del GDPR, è in discussione nell’ambito dei negoziati sul Digital Omnibus e amplierebbe il ricorso al “legittimo interesse” o “interesse pubblico” come base giuridica per il trattamento dei dati personali in relazione ai sistemi di intelligenza artificiale. I sindacati dell’istruzione di tutta Europa stanno esortando i governi a respingere la proposta, avvertendo che potrebbe aprire la strada all’utilizzo su larga scala dei dati relativi all’istruzione per lo sviluppo commerciale dell’IA, indebolendo al contempo le tutele volte a proteggere gli studenti e il personale dell’istruzione.
Tutele a rischio
Inoltre, la proposta del Consiglio ha eliminato importanti tutele presenti nella proposta della Commissione UE, tra cui l’esclusione relativa ai minori e le garanzie in materia di minimizzazione dei dati, trasparenza e diritto di opposizione.
C’è da dire che poi l’applicazione pratica del GDPR varia da paese a paese.
Riconoscendo un ampio legittimo interesse per lo sviluppo e l’impiego dell’IA, l’articolo 88-bis proposto rischia di creare una presunzione legislativa secondo cui tali trattamenti rivestirebbero un significativo valore sociale, spostando così sistematicamente l’equilibrio a svantaggio di studenti e personale scolastico, anziché limitare tali trattamenti ai casi in cui siano strettamente necessari e soggetti a solide garanzie.
Proteggere gli studenti non è facoltativo
È una responsabilità professionale, etica e giuridica. In un ambiente educativo sempre più digitale, proteggere gli alunni significa anche proteggere i loro dati personali e la loro privacy. I sindacati degli insegnanti e dell’istruzione difendono da tempo i diritti dei bambini e di tutti gli studenti, sia all’interno sia all’esterno delle aule.
“Svendere i nostri bambini alle Big Tech non è un’opzione”
“I sindacati dell’istruzione di tutta Europa si opporranno a questa proposta vile e cinica con un’unica voce”, ha detto John MacGabhann, Presidente dell’ETUCE, organizzazione che rappresenta milioni di lavoratori del settore educativo in tutti gli Stati dell’UE. “Svendere i nostri bambini non è un’opzione”, ha aggiunto.
Di seguito le richieste sindacali ai rappresentanti permanenti e al governo di garantire che qualsiasi futura disposizione relativa all’IA e al trattamento dei dati personali:
- non crei un’autorizzazione ampia o generalizzata al trattamento dei dati degli studenti e del personale dell’istruzione per lo sviluppo o il funzionamento di sistemi di IA;
- garantisca che i dati degli studenti e del personale dell’istruzione non siano mai utilizzati per sviluppare e gestire sistemi e modelli di IA senza il loro esplicito consenso e, ove applicabile, senza il consenso dei genitori;
- preservi garanzie significative, tra cui l’esclusione degli studenti, la minimizzazione dei dati, la trasparenza, la responsabilizzazione e un effettivo diritto di opposizione;
- impedisca l’utilizzo dei dati relativi all’istruzione e al luogo di lavoro per finalità diverse da quelle per cui i dati sono stati originariamente raccolti;
- mantenga la fiducia dell’opinione pubblica nell’impiego dell’IA nell’istruzione;
- rimanga pienamente coerente con il quadro dei diritti fondamentali su cui si fonda la normativa europea in materia di protezione dei dati.
La lettera congiunta
Inoltre, l’ETUCE, l’Organising Bureau of European School Student Unions e la European School Heads Association (ESHA) hanno presentato una lettera congiunta alle rappresentanze permanenti degli stati membri dell’UE, esprimendo le profonde preoccupazioni del settore dell’istruzione in merito al proposto articolo 88 bis.
La FLC CGIL è al fianco dell’ETUCE e sostiene con forza questa battaglia di civiltà e di diritto. La digitalizzazione della scuola e l’introduzione dei sistemi di intelligenza artificiale devono avvenire sempre al servizio del rapporto pedagogico docente-studente, dell’inclusione e della crescita democratica, mai a scapito dei diritti fondamentali di chi vive e lavora nei luoghi della conoscenza.
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