E’ una sorta di legge quadro sui droni ad uso civile la risoluzione depositata da Giulia Pastorella, deputata di Azione, in Commissione IX Poste e Telecomunicazioni alla Camera, che impegna il Governo ad assumere tutte le misure possibili per lo sviluppo di un settore che presto esploderà. Un settore che comprende i sistemi senza equipaggio impiegati per svolgere attività operative a distanza (esclusi gli utilizzi per la difesa). Si tratta, in altre parole, di rendere più semplice ed omogeneo l’uso di sistemi aeromobili senza equipaggio (Uncrewed aerial systems – Uas), ossia l’insieme dell’aeromobile a pilotaggio remoto e delle componenti necessarie al suo controllo e impiego operativo, nonché i droni marini, tra cui i droni subacquei comunemente distinti in Rov (Remotely operated vehicles) e Auv (Autonomous underwater vehicles), impiegati per attività operative subacquee con guida remota o autonoma.
Si tratta di un mercato già fiorente, che con i dovuti accorgimenti potrà svilupparsi ulteriormente nei prossimi anni.
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Il mercato in Italia
in Italia, si legge nella risoluzione, l’ecosistema degli aeromobili senza equipaggio è in crescita costante, trainato soprattutto dagli impieghi professionali (B2B e B2G, Business to Government) e da una regolazione ormai pienamente europea. Secondo i dati forniti dall’Osservatorio droni e mobilità aerea avanzata del Politecnico di Milano, nel 2025 il mercato professionale dei droni nel nostro Paese ha raggiunto circa 168 milioni di euro (+5% sul 2024), con aspettative di ulteriore crescita nel prossimo triennio.
Vulnerabilità delle aziende italiane
Il numero di imprese dell’offerta attive in Italia nel 2025 è pari a 675, inclusi produttori e operatori, in lieve ripresa rispetto ai due anni precedenti. Un elemento di criticità è costituito, tuttavia, dalla vulnerabilità economica delle imprese italiane del mercato professionale dell’offerta (soluzioni e/o servizi) in Italia, oggi composto perlopiù da micro (<10 dipendenti, 82%) e piccole imprese (<50 dipendenti, 13%).
Use case in essere e in prospettiva
Tra il 2019 e il 2025 sono stati 2.178 i progetti internazionali di utilizzo di droni aerei, dei quali il 15% si trova in uno stato di piena operatività. Gli use case che raggiungono maggiori livelli di maturità e sono in fase di consolidamento riguardano i seguenti settori:
- ispezione condotti, linee elettriche, ponti e viadotti,
- spettacolo aereo,
- ricerca e soccorso,
- sicurezza e sorveglianza,
- rilievi, mappature e monitoraggi.
Gli use case in fase di sviluppo o in fase embrionale si collocano, invece, nei settori
- trasporto merci,
- trasporto materiale sanitario a temperatura controllata e a temperatura non controllata,
- manutenzione a contatto di infrastrutture ed edifici,
- inventario di magazzino,
- monitoraggio e spargimento sostanze in campo agricolo,
- trasporto di persone in area urbana ed extraurbana;
Tempistiche troppo lunghe per le autorizzazioni
secondo i dati raccolti dall’Osservatorio droni e mobilità aerea avanzata del Politecnico di Milano, le difficoltà nell’espletamento e le lunghe tempistiche delle autorizzazioni rappresentano per il 44% delle imprese del settore Uas la principale barriera alla sperimentazione e, soprattutto, alla continuità operativa, seguite dalla mancanza di infrastrutture fisiche e digitali, specialmente per quanto riguarda il settore «Innovative air mobility and delivery». Secondo lo stesso studio, gli operatori del segmento Aerial operations hanno individuato quali azioni prioritarie lo sviluppo e l’implementazione dei servizi U-space, l’apertura di corridoi aerei dedicati, l’apertura al volo Bvlos almeno a bassa quota (sotto i 120 metri) e in aree dedicate, nonché la semplificazione delle autorizzazioni in Vlos in aree urbane. Diversamente, gli operatori del segmento Innovative air mobility and delivery hanno individuato quali azioni prioritarie l’integrazione dell’Iam&d nella mobilità locale, lo sviluppo di infrastrutture fisiche quali vertiporti e punti di ricarica, e di infrastrutture digitali a supporto dell’operatività, nonché lo sviluppo e implementazione dei servizi U-space e l’apertura di corridoi aerei dedicati;
Droni per controllo di infrastrutture e per agricoltura di precisione
il Piano non riguarda solo i droni leggeri, ma la più ampia mobilità aerea avanzata, includendo aeromobili a decollo verticale (Vtol) e infrastrutture di supporto come i vertiporti;
- l’adozione dei droni aerei è ormai matura nelle attività di ispezioni e rilievi, cosiddette «Aerial operations». Gli use case consolidati includono:
- le ispezioni di infrastrutture, come dimostrato dalla proposta di sorvegliare la rete ferroviaria tramite droni durante le olimpiadi per contrastare i sabotaggi (ma anche reti elettriche, ponti, impianti industriali e altre infrastrutture critiche), e il monitoraggio del territorio, in riferimento al quale i droni costituiscono un’alternativa competitiva rispetto a elicotteri e sopralluoghi tradizionali, e abilitano analisi ripetute, anche con sensori ottici e termici;
- il settore dell’agricoltura di precisione attraverso mappature e supporto decisionale, con crescita legata anche alla disponibilità di operatori formati e procedure ripetibili; i settori della sicurezza, della protezione civile e dell’ambiente, attraverso operazioni di ricerca e soccorso, prevenzione incendi boschivi, frane e alluvioni, nonché sorveglianza di aree sensibili; infine, il settore dell’intrattenimento e delle competizioni sportive, come ha dimostrato l’uso dei droni per riprendere le gare delle recenti Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026. Sul fronte dell’innovazione, stanno nascendo diversi progetti pilota nel settore della logistica del materiale sanitario e delle consegne, che tuttavia spesso restano in regime sperimentale o con operatività limitata;

Sperimentazioni in corso in Italia
nell’ultimo periodo, sono state avviate in Italia iniziative e sperimentazioni connesse all’U-space (lo spazio sotto i 120 metri di altitudine) e alla logistica via droni, tra cui:
- l’attivazione nella provincia di Chieti della prima zona U-space in Europa;
- le città di Varese, Piacenza e Ancona si sono aggiunte alle altre 6 città che hanno, annunciato di voler costruire un vertiporto (Bologna, Firenze, Milano, Roma, Torino e Venezia);
- sono stati effettuati il primo volo di Amazon Prime Air per il trasporto merci, sperimentazioni di consegna via droni della posta tra Napoli e Procida, di trasporto medico nel settore sanitario e di distribuzione di fitosanitari in quello agricolo;
- inoltre, D-Flight è stata certificata da Enac quale U-space service provider (Ussp) ai sensi del regolamento (Ue) 2021/664, elemento rilevante per l’implementazione operativa delle aree U-space designate;
- l’esperienza delle sperimentazioni evidenzia l’esigenza di un quadro autorizzativo chiaro, prevedibile e proporzionato per le operazioni Bvlos e per servizi ripetitivi «di linea», come a esempio tratte ricorrenti laboratorio-ospedale, anche per evitare che iniziative industriali e di servizio non riescano a raggiungere la fase commerciale a causa dell’incertezza o della complessità procedurale;

Ecosistema dominato da tecnologie extra Ue
dal punto di vista industriale, lo sviluppo dell’ecosistema europeo e nazionale dei droni è fortemente condizionato dalla dipendenza da filiere produttive extra-europee per componenti hardware e materie prime critiche. La quasi totalità dei componenti essenziali e delle materie prime strategiche necessarie alla loro produzione (come litio, cobalto, terre rare, grafite di grado batteria, gallio, germanio) proviene da catene di approvvigionamento ad alta concentrazione geografica in Paesi extra-Unione europee, con conseguenti rischi di interruzione e weaponization della supply chain, volatilità dei prezzi, limitata capacità di controllo sulla sicurezza e tracciabilità dei componenti destinati ad applicazioni critiche pubbliche. Tale dipendenza costituisce un elemento di vulnerabilità strategica ed economica per l’Unione europea e per l’Italia, limitando la capacità di sviluppare filiere produttive competitive e autonome;

Droni subacquei, un dominio tutto da sviluppare
con specifico riguardo ai droni subacquei, comunemente distinti in Rov (Remotely operateci vehicles) e Auv (Autonomous underwater vehicles), essi costituiscono un settore tecnologicamente maturo sul piano industriale, seppure ancora di nicchia in termini di volumi rispetto ai droni aerei. Il loro sviluppo è strettamente connesso alle esigenze di difesa, attività offshore, infrastrutture critiche, ricerca scientifica e sicurezza, ambiti nei quali il Paese dispone di competenze storiche nel dominio marittimo. Al momento, il mercato italiano dei droni subacquei non è trainato dal settore consumer, bensì da committenze pubbliche e industriali;
- tuttavia, è auspicabile un maggiore sviluppo del settore anche per l’uso civile dei droni subacquei e lo sviluppo di un mercato «as a service» e rivolto al settore consumer;
- a differenza dei droni aerei, per i droni subacquei non esiste un quadro regolatorio europeo unitario paragonabile a quello Easa/Enac, e il contesto nazionale appare caratterizzato dall’assenza di un regime generale di certificazione obbligatoria del mezzo per usi civili. La regolamentazione e perlopiù indiretta e fondata sul diritto marittimo, sulla normativa legata alla sicurezza sul lavoro, sulla tutela ambientale e archeologica, nonché su autorizzazioni delle Capitanerie di porto per operazioni in aree portuali o protette;
- secondo alcuni studi, il valore dell’economia legata al settore subacqueo sarà di circa 400 miliardi di euro al 2030. Questo dato è particolarmente importante per l’Italia, grazie al suo ruolo strategico nel Mediterraneo. È utile ricordare che il Mar Mediterraneo rappresenta l’1 per cento della superficie mondiale acquea ma è attraversato dal 20 per cento del traffico marittimo mondiale, oltre che dal 16% del traffico internet mondiale, mettendo in connessione tre diversi continenti.
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The post Droni, Pastorella (Azione): “Mercato potenziale enorme. Ma servono regole più chiare anche per quelli subacquei” appeared first on Key4biz.
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