Ticker

6/recent/ticker-posts

Ad Code

Responsive Advertisement

La Giornata Parlamentare. Dalla TV di Stato russa attacco a Meloni. Oggi i sottosegretari, battaglia per la Consob

Alta tensione Roma-Mosca: l’anchor di Putin insulta la Meloni che ribatte

Il conduttore tv Vladimir Solovyov, re della propaganda di Putin, noto per le sue minacce belliciste contro i Paesi europei, si scaglia contro la premier Giorgia Meloni con insulti in italiano destinati ad allargare la frattura tra l’Italia, che subito ha convocato l’ambasciatore russo Alexey Paramonov, l’Europa e Mosca. “Idiota patentata, una cattiva donnuccia, vergogna della razza umana”, sono alcune delle offese che il noto anchor lancia contro la leader italiana durante il suo programma Polnyj Kontakt (Full Contact). In serata la premier ha risposto per le rime: “Per sua natura, un solerte propagandista di regime non può impartire lezioni né di coerenza né di libertà. Noi, diversamente da altri, non abbiamo padroni. La nostra bussola resta una sola: l’interesse dell’Italia”, ribatte sui social senza citare il giornalista russo. 

Faccia da duro e voce monocorde, il giornalista, in onda in giacca verde militare con falce e martello sul principale canale della tv di stato Rossiya 1, alterna nella sua aggressione verbale insulti in italiano e frasi in russo. “L’Europa è entrata in guerra diretta con noi, lo abbiamo sentito dalle dichiarazioni di Merz”, è l’esordio nella lingua madre della “voce del Cremlino” che poi passa agli insulti in italiano prima di lanciarsi in un’analisi politica finale. “Questa Meloni, carogna fascista, che ha tradito i propri elettori candidandosi con slogan ben diversi. Ma il tradimento è il suo secondo nome. Ha tradito Trump al quale precedentemente aveva giurato fedeltà”. D’altra parte, alla vigilia dello sblocco del prestito da 90 miliardi a Kiev da parte dell’Ue dopo l’uscita di scena di Viktor Orban, le cancellerie europee si aspettavano nuovi attacchi dal Cremlino. 

Immediata la reazione dell’Italia. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha fatto pervenire alla premier messaggio di solidarietà nel quale esprime indignazione per le volgari parole del conduttore russo. “Ho fatto convocare al ministero l’ambasciatore russo Paramonov per esprimere formali proteste dopo le gravissime e offensive dichiarazioni”, annuncia il Ministro degli Esteri Antonio Tajani. “Ritengo che sarebbe doveroso, da parte dell’ambasciata russa in Italia, che si esprime spesso, prendere le distanze da parole e toni”, pretende il Ministro della Difesa Guido Crosetto finito negli scorsi anni nel mirino del precedente ambasciatore russo in Italia Sergey Razov. In difesa della premier si schiera anche l’opposizione

Il Governo ha trovato una soluzione sul dl Sicurezza dopo i rilevi del Quirinale

Dopo giorni di discussioni una soluzione è stata trovata anche se ci sono pochi precedenti. La tensione però resta, perché il compromesso lascia sul campo un senso di irritazione generale. Alla fine di una lunga giornata, Palazzo Chigi ha deciso di tenere conto dei rilievi del Colle sulla norma sugli incentivi agli avvocati per i rimpatri volontari presente nel decreto sicurezza ancora all’esame del Parlamento. Non sarà cancellata ma modificata, ed è la presidente del Consiglio Giorgia Meloni a spiegarlo al suo arrivo al Salone del Mobile di Milano, mettendo in chiaro che la correzione arriverà attraverso un decreto ad hoc ma che quella è una norma di “buon senso” alla quale il Governo non intende rinunciare. Soprattutto, però, la premier sostiene che non è stato fatto “nessun pasticcio”. E, tuttavia, di fronte al rischio di arrivare allo scontro frontale con il presidente della Repubblica che decide di non firmare, si è deliberato comunque di intervenire. Trovato lo strumento resta da capire i tempi; ci si lavora da quando il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano ha incontrato al Quirinale Sergio Mattarella

La prima ipotesi di un emendamento abrogativo è stata poi sostituita per qualche ora da quella di una modifica correttiva. Opzione che però aveva due ordini di problemi; il primo, i tempi: qualsiasi intervento sul testo all’esame della Camera avrebbe comportato una terza lettura e dunque una corsa contro il tempo per evitare la decadenza. Seconda questione, le coperture: la modifica prevede infatti un allargamento della platea di chi può fare ricorso in rappresentanza dei migranti che chiedono il rimpatrio e che il famoso incentivo non venga erogato dal Consiglio nazionale forense ma dallo Stato, ergo, oneri finanziari che richiedono risorse. Nella sostanza il decreto ad hoc dovrebbe riproporre questa impostazione, ma consente al Governo più tempo per elaborare il testo e trovare le coperture. 

Il Governo si è impegnato a intervenire “in tempi rapidi”, il punto ora è capire quando e come presentare il provvedimento visto che si tratta della correzione di un testo che però rischia di non essere approvato prima di venerdì, dal momento che oggi è previsto il voto di fiducia e poi una seduta fiume per l’esame degli ordini del giorno che sono 145. Ma soprattutto considerando che dal Quirinale sarebbe arrivata chiara l’indicazione che la firma dei due provvedimenti, quello originale e quello ad hoc, debba avvenire in simultanea. Per oggi è già previsto un Cdm in cui, tra l’altro, saranno nominati i sottosegretari mancanti oltre che varato del Documento di finanza pubblica. Si valuta dunque se convocare un’altra riunione in settimana, la terza considerando quella flash di ieri presieduta dalla ministra Casellati in assenza della Meloni, che però giovedì e venerdì sarà a Cipro per partecipare al Consiglio europeo straordinario. Altra ipotesi è quella di approvarlo oggi facendo una operazione di draft successiva che consenta l’invio in simultanea. Terza strada, intervenire dopo la pubblicazione in Gazzetta del decreto originario. 

Oggi in Cdm saranno nominanti i sottosegretari. Braccio di ferro sulla Consob

Fumata bianca sui sottosegretari, fumata nera sulla Consob. La premier sarebbe intenzionata a chiudere già oggi in Cdm la partita del sottogoverno, e andare a coprire le cinque caselle rimaste vacanti dopo le ultime uscite post referendum. Ma è ancora braccio di ferro sulla successione alla Consob. Tra le promozioni date per certe ci sarà quella di Paolo Barelli, dopo le dimissioni da capogruppo degli azzurri alla Camera. Per il presidente della Federazione italiana nuoto si dovrebbero aprire le porte del ministero dei Rapporti con il Parlamento, dove affiancherà la collega di partito Matilde Siracusano come sottosegretario di Luca Ciriani. Per FI non ci dovrebbero essere altre novità anche perché già con Barelli il partito di Antonio Tajani conquista una casella in più rispetto all’iniziale assetto dell’esecutivo. 

Un posto sarebbe opzionato da Noi Moderati dopo l’uscita di Giorgio Silli, che ha lasciato la Farnesina per diventare segretario dell’Iila, l’Organizzazione italo-latino americana. E potrebbe andare a Pino Galati, ex sottosegretario all’Istruzione e all’Università del governo Berlusconi quater, o al coordinatore del partito in Sicilia, l’avvocato Massimo Dell’Utri che sarebbe in pole. Restano coperte invece le carte di FdI che starebbe puntando tra l’altro su un nuovo sottosegretario originario del Sud, anche per un riequilibrio geografico della squadra di governo. Rimane apertissima, invece, la questione della successione a Paolo Savona alla Consob: “Non ne stiamo discutendo”, taglia corto la premier a chi le chiede se si possa sciogliere la riserva su Federico Freni, indicato dalla Lega fin dall’inizio dell’anno. 

“Continuo a ritenere che sia il profilo migliore”, insiste invece Matteo Salvini. Ma l’indicazione dell’attuale sottosegretario al Mef non è mai piaciuta a FI e anche a Palazzo Chigi ci si starebbe interrogando sul suo potenziale conflitto di interesse, dato che Freni è stato l’estensore della riforma del Testo unico della Finanza. Nel frattempo, sembrerebbe trovare una ricomposizione, dopo il tira e molla di questi giorni, la querelle con l’ad uscente di Terna. La questione “è abbastanza semplice”, Di Foggia “deve scegliere tra buonuscita e la presidenza dell’Eni”, aveva detto sempre da Milano la premier. E a sera, dopo un’altra giornata in cui si sono rincorse voci di ogni tipo, è arrivata la scelta: Di Foggia dovrebbe quindi rinunciare alla cosiddetta severance da circa 7 milioni e accettare di succedere a Giuseppe Zafarana alla presidenza del Cane a sei zampe. 

Alla Camera

L’Assemblea della Camera tornerà a riunirsi alle 15.00 per lo svolgimento delle interrogazioni a risposta immediata (question time). Dalle 16.15, Dopo che ieri il Governo ha posto la questione di fiducia, riprenderà l’esame, in prima lettura, del decreto-legge sulla sicurezza pubblica.

Per quanto riguarda le Commissioni, la Affari Costituzionali esaminerà il ddl sul riordino della polizia locale e il ddl sulla proroga dei termini per l’esercizio di deleghe legislative di competenza del Ministero dell’interno. La Affari Esteri ascolterà i rappresentanti del CeSI, sui risvolti geopolitici connessi all’approvvigionamento delle materie prime critiche. La Difesa ascolterà il Capo di Stato Maggiore della Marina militare Ammiraglio di Squadra Giuseppe Berutti Bergotto sulle linee generali dell’incarico ricoperto. La Finanze esaminerà lo schema di Dlgs sul testo unico delle disposizioni legislative in materia di imposte sui redditi e la pdl sul credito di imposta per favorire le erogazioni liberali a sostegno della cultura. 

La Ambiente con la Trasporti proseguirà l’esame del ddl sulla valorizzazione della risorsa mare. La Trasporti si confronterà sullo schema di contratto di programma tra il Ministero delle imprese e del made in Italy e la società Poste italiane Spa per il quinquennio 2026-2031. La Lavoro riprenderà l’esame della pdl sulla valorizzazione della fraternità umana nei luoghi di lavoro e delle pdl sul welfare dei professionisti iscritti alla Gestione separata presso l’INPS. La Affari Sociali svolgerà audizioni sul ddl sul servizio civile universale ed esaminerà le pdl e il ddl sul caregiver familiare. La Politiche dell’Ue svolgerà audizioni sulla relazione programmatica sulla partecipazione dell’Italia all’Unione europea nell’anno 2026.

Al Senato

L’Assemblea del Senato tornerà a riunirsi alle 10.00 per la discussione, in prima lettura, del decreto-legge sui carburanti e per l’approvazione definitiva del DL sul ciclone Harry

Per quanto riguarda le Commissioni, la Affari Costituzionali si confronterà sul ddl sullo statuto speciale per il Trentino-Alto Adige/Südtirol, sul ddl sulle pro loco e sul ddl sulla protezione civile.

La Giustizia esaminerà i ddl sui beni confiscati alla criminalità organizzata, lo schema di Dlgs sulla repressione della tratta di esseri umani e la protezione delle vittime e i ddl sul reato di manipolazione psicologica e mentale. Si confronterà sui ddl sulla riforma degli ordinamenti professionali, dibatterà e svolgerà audizioni sul ddl sull’allontanamento del minore e sul ddl sulla detenzione domiciliare dei tossicodipendenti e alcoldipendenti. Discuterà sui ddl sul reato di apologia della criminalità organizzata, sui ddl sul cognome ai figli ed esaminerà e svolgerà audizioni sui ddl sui consulenti tecnici d’ufficio. Inizierà l’esame del ddl sul condominio negli edifici, del ddl sulle professioni pedagogiche ed educative, del ddl sul patrocinio a spese dello Stato per i genitori delle vittime di femminicidio. Con la Finanze esaminerà lo schema di Dlgs sulla riforma delle sanzioni previste dal TUF e lo schema di Dlgs sulla prevenzione del finanziamento del terrorismo. Svolgerà audizioni sui ddl sulla crisi da sovraindebitamento e proseguirà l’esame del ddl sui furti d’auto. 

La Affari Esteri e Difesa, con la Affari Sociali, svolgerà audizioni sullo schema di DPR sulla sicurezza nei luoghi di lavoro in ambiente militare. La Politiche dell’Ue esaminerà la relazione programmatica sulla partecipazione dell’Italia all’Unione europea per l’anno 2026 e per il 2025 e dibatterà sull’affare assegnato relativo agli aspetti istituzionali della strategia commerciale dell’Unione europea. La Cultura esaminerà il ddl sul monumento nazionale della miniera di Montecatini Val di Cecina, il ddl sulla dichiarazione di monumento nazionale di teatri italiani e i ddl sui corsi di primo soccorso e defibrillazione nelle scuole secondarie. Infine, si confronterà sui ddl sull’inclusione degli studenti universitari con DSA.

La Ambiente esaminerà il DL sul ciclone Harry esaminerà lo schema di contratto di programma tra il Ministero delle imprese e del made in Italy e la società Poste italiane Spa per il quinquennio 2026-2031. Si confronterà sul DL sui commissari straordinari e sulle concessioni e sulla proposta di decadenza dell’ingegnere Luca Desiata dall’incarico di componente della Consulta dell’Ispettorato nazionale per la sicurezza nucleare e la radioprotezione (ISIN). Discuterà sulla nomina del Presidente del Consorzio dell’Oglio, sul ddl sul Parco nazionale dell’Etna e infine, con l’Industria dibatterà sui ddl per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio.

La Affari Sociali esaminerà il ddl per il potenziamento della medicina di genere del SSN e i ddl sull’inserimento lavorativo di persone con il disturbo dello spettro autistico. Dibatterà sui ddl sulla salute mentale e sui ddl sulla sostituzione mitocondriale. Infine, dibatterà sullo schema di Dlgs sull’istituzione dell’Autorità Garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità.

The post La Giornata Parlamentare. Dalla TV di Stato russa attacco a Meloni. Oggi i sottosegretari, battaglia per la Consob appeared first on Key4biz.

Enregistrer un commentaire

0 Commentaires