Mancano pochi giorni al 27 maggio, il giorno in cui la Commissione Ue dovrebbe presentare il Tech Soveregnty Act, un nuovo pacchetto di norme disegnato espressamente per eliminare la dipendenza del Cloud europeo dalla pervasiva presenza di tecnologie made in Usa. L’obiettivo dichiarato è limitare alle Big Tech, in particolare Microsoft, Amazon e Google, l’accesso ad alcune categorie di dati sensibili per cittadini ed imprese europee.
Tecnologie americane e cinesi “doppio tumore” che affligge l’Europa
Questo per quanto riguarda il software, mentre sul fronte dell’hardware e in particolare delle reti 5G ci sono i timori legati alla presenza pervasiva di tecnologia cinese. Tanto che il capo dell’Intelligence e della sicurezza finlandese, Juha Martelius, citato dal sito specializzato Politico.eu ha parlato di “un duplice tumore” tecnologico (americano sul fronte del software e cinese su quello dell’hardware) con cui l’Europa è costretta a convivere da troppo tempo. Alcuni dati sensibili, secondo Martelius, dovrebbero essere gestiti soltanto su cloud europeo, ad esempio i dati elettorali dei cittadini europei non dovrebbero essere processati da tecnologie cloud extra Ue.
Il tema del “buy European” è sul tavolo
Le restrizioni al vaglio di Bruxelles, secondo quanto scrive la CNBC, dovrebbe coprire i dati di matrice finanziaria, giuridica, e relativa ai dati sanitari sulla salute.
Una bella sveglia per l’Europa, chiamata all’azione di fronte alla presenza pervasiva delle Big tech in tutti i gangli della società.
Che cosa dovrebbe coprire il Tech Sovereignty Package
Le restrizioni, secondo alcune fonti della Commissione Ue, sarebbero indirizzate in primo luogo a proteggere determinate organizzazioni pubbliche.
Al contrario, le aziende private resterebbero ancora libere di scegliere le piattaforme cloud che preferiscono per la gestione dei loro dati proprietari.
L’attenzione principale del legislatore sembra essere rivolta ai fornitori di servizi cloud statunitensi, che attualmente dominano cloud del settore pubblico europeo.
La Commissione considera il pacchetto un modo per sostenere i fornitori di servizi cloud europei e potenziare le opzioni di cloud sovrano. Un commissario ha detto che l’obiettivo è creare opportunità per le aziende con sede nell’UE di crescere e raggiungere gli utenti istituzionali che attualmente dipendono dalle piattaforme cloud statunitensi.
Inoltre, i piani includono una riforma degli appalti pubblici per offrire opzioni di servizi cloud e di intelligenza artificiale più diversificate per gli enti pubblici europei.
In che modo il pacchetto sulla sovranità si inserisce nella cornice regolatoria europea
Il Tech Sovereignty Package è in preparazione insieme ad altre grandi iniziative regolatorie: il Cloud and AI Development Act e il Chips Act 2.0. Tutte e tre queste proposte rientrano in un più ampio sforzo per diminuire la dipendenza europea da tecnologie made in Usa per le loro infrastrutture.
Da anni le autorità europee lavorano per creare u mercato del cloud sovrano.
Le restrizioni proposte ai fornitori statunitensi rappresentano un intervento più significativo rispetto ai precedenti quadri normativi volontari e potrebbero avere un impatto sui contratti in essere tra Microsoft Azure, Amazon Web Services e Google Cloud e gli enti del settore pubblico europeo.
Cosa resta nebuloso nel Tech Sovereignty Package della Ue
Il pacchetto Ue sulla sovranità tecnologica deve però essere ancora introdotto ufficialmente suo mercato.
I membri della Commissione stanno ancora rivedendo tutte le disposizioni specifiche prima che il pacchetto venga pubblicato. Ma resta ancora da definire il perimetro esatto delle restrizioni, le categorie specifiche di dati coinvolti, il dettaglio della tempistica e cosa ne sarà dei contratti in essere nella PA. Per ora la Ue non ha dato alcuna disposizione sul modo in cui queste nuove prescrizioni potrebbero incidere con lo smartphone di un adolescente.
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