Difesa europea e intelligenza distributiva, la nuova frontiera strategica tra reti, AI e sicurezza
L’Europa si trova oggi in un passaggio storico decisivo. Le minacce che affrontiamo non sono più soltanto convenzionali: sono ibride, distribuite, pervasive. Colpiscono simultaneamente infrastrutture fisiche, reti digitali, sistemi energetici, telecomunicazioni, supply chain e sicurezza dei dati. In questo scenario, la resilienza europea non può più essere pensata come la semplice protezione di singoli asset strategici. Deve diventare la capacità di costruire una rete di intelligenza distributiva, capace di integrare comunicazione, elaborazione dei dati e risposta automatizzata in tempo reale.
Intervenendo all’evento “Telecommunications of the Future. TLC, Satelliti, AI, Data Center e Cloud: gli asset per l’Italia Digitale”, organizzato a Roma da Key4Biz, il Direttore Generale della DG CONNECT della Commissione europea, Roberto Viola ha spiegato che “il tema centrale oggi, è capire come una rete di intelligenza distributiva, non solo reti di telecomunicazioni tradizionali, possa rafforzare la difesa dell’Europa. Parliamo di un approccio integrato tra settori civili avanzati e difesa, dove comunicazione dei dati, elaborazione e mantenimento sicuro dei dati convergono. Gli investimenti in tecnologie all’avanguardia sono cruciali: gli algoritmi più avanzati, come quelli di AI e machine learning, trovano applicazione sia in ambito civile che militare, massimizzando il ritorno dual-use”.
Droni e tecnologie autonome: lezioni dall’Ucraina e sfida alla Cina
L’Unione europea ha adottato un piano d’azione sui droni a 360 gradi, ha affermato Viola, “coprendo produzione di veicoli autonomi per aria (UAV), terra (UGV) e mare (USV). Abbiamo tecnologie mature da offrire, arricchite dall’esperienza ucraina – dove droni low-cost hanno rivoluzionato i conflitti asimmetrici e dalle innovazioni in corso. L’Europa eccelle nei droni civili e di precisione, ma deve scalarle rapidamente per applicazioni difensive: la Cina avanza con produzioni di massa e già occupa segmenti chiave su scala globale con le sue aziende”.
“Integrando 5G, 6G emergente e AI edge, possiamo creare sistemi di identificazione, rilevamento e tracciamento di minacce, anche le più piccole, come droni ostili vicino alle antenne. L’Europa ha una superficie d’attacco vastissima: droni + reti cellulari avanzate garantiscono copertura capillare ed efficace, superando i limiti dei soli radar tradizionali”, ha aggiunto il Direttore Generale DG Connect.
Risposta alle intrusioni e cloud edge
Ricordando quanto accaduto recentemente con le intrusioni di droni non identificati in Paesi nordici, Viola ha sottolineato la necessità di maggiore coordinamento tra i partner europeo: “Qui entrano in gioco cloud edge computing per risposte intelligenti e automatizzate: reti TLC avanzate, AI distribuita e sensori integrati permettono reazioni rapide, capillari e scalabili, riducendo costi con economie di scala”.
Protezione infrastrutture critiche: cavi sottomarini e investimenti
Sempre in termini di infrastrutture critiche e strategiche, Viola ha affermato che a livello europeo si sta “rafforzando la protezione dei cavi sottomarini, vitali per dati e connettività, visto che vi passa il 90% del traffico internet globale. Gli attacchi nel Mar Baltico degli ultimi anni hanno alzato l’allarme; l’Italia è in prima linea con la Marina e progetti NATO per sistemi critici subacquei. Aumenteremo gli investimenti via Connectivity Facility, con circa 2 miliardi euro per il biennio 2025-2027, estesa anche a partner extra-UE, per fibra ottica, 6G e resilienza”.
DNA europeo: integrazione come chiave della resilienza
Il Digital Networks Act europeo, che mirata a modernizzare il quadro normativo europeo sulle comunicazioni elettroniche per favorire innovazione, investimenti e resilienza nelle infrastrutture digitali, non separa gli ambiti della Difesa e del settore civile: le reti sono il cuore della resilienza. Investire in difesa significa puntare su sistemi integrati, sempre in chiave di uniformità normativa, transizione alla fibra, 6G, cloud e edge, per rispondere alle minacce ibride come cyber, droni, sabotaggi. Questa convergenza garantisce non solo sicurezza, ma anche leadership tecnologica globale”.
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