Meloni ribatte su Trump: contro l’Italia critiche non corrette
Venerdì incontrerà a Roma il segretario di Stato americano Marco Rubio, ma già prima di lasciare l’Armenia e raggiungere l’Azerbaigian Giorgia Meloni mette in chiaro quello che pensa delle minacce di Donald Trump di ritirare le truppe Usa dall’Italia. La premier, lasciando il Karen Demirchyan Sports and Concert Complex di Erevan dove si tiene la riunione della Comunità politica europea, parte soft spiegando di non poter dire “che cosa accadrà. Come ho detto tante volte sappiamo che da tempo gli Stati Uniti discutono di un loro disimpegno dell’Europa, che è la ragione per la quale penso che dobbiamo rafforzare la nostra sicurezza e crescere nella nostra capacità di dare risposte da questo punto di vista”. La premessa è però segnata da una netta presa di posizione: “Chiaramente è una scelta che non dipende da me e che personalmente non condividerei”. La presidente del Consiglio rimarca con decisione un concetto sulla guerra in Iran scatenata dal Trump e delle accuse d’immobilismo mosse da quest’ultimo ai partner europei: “Ci tengo a dire che l’Italia ha sempre mantenuto tutti gli impegni che ha sottoscritto, lo ha sempre fatto. Lo abbiamo fatto particolarmente in ambito Nato, lo abbiamo fatto anche quando non erano in gioco i nostri interessi diretti. Lo abbiamo fatto in Afghanistan, lo abbiamo fatto in Iraq”.
Ecco perché “alcune cose che sono state dette nei nostri confronti non le considero corrette, anche perché a livello di Patto Atlantico nessuno si è presentato in una sede formale a chiedere un sostegno degli alleati sulle scelte che stava facendo”. Il dossier ovviamente sarà trattato venerdì mattina nel faccia a faccia con Marco Rubio a Palazzo Chigi, incontro che, secondo quanto riferito dal portavoce del dipartimento di Stato Usa Thomas Pigott, servirà “per promuovere le relazioni bilaterali con l’Italia” e verterà “sugli interessi comuni in materia di sicurezza e sull’allineamento strategico”. Nel punto stampa al termine del summit, i cui lavori sono stati anticipati da una riunione ristretta sull’Ucraina alla presenza di Volodymyr Zelensky, Meloni ha messo in fila i temi discussi con gli altri capi di Stato e di Governo giunti a Erevan: energia, sicurezza, difesa, migrazione, droga. Nell’intervento fatto nel corso della discussione su come mantenere “l’unità e la coerenza europee in tempi di policrisi”, la premier torna a ribadire che a livello Ue “negli ultimi anni abbiamo dimostrato la nostra capacità di reagire alle emergenze. Lo abbiamo fatto con la pandemia e con la guerra in Ucraina. Ma ora dobbiamo alzare il livello della nostra azione. Questo significa passare dalla capacità di reagire alla capacità di anticipare. Significa concentrarsi molto di più su una strategia di lungo periodo”.
I commenti della premier sono rivolti anche al format del vertice: “Questo tipo di discussioni è molto utile, ma la strategia, a mio avviso, dovrebbe concentrarsi non solo sui Paesi affini per visione. Dovremmo lavorare anche su un formato come la Cpe concentrato però sullo spazio geografico del grande Mediterraneo”, che quindi comprenda anche l’Africa, area centrale per il Governo che dal suo insediamento ha puntato molto sul Piano Mattei anche in ottica anti-immigrazione. Su questo dossier cui Meloni si sofferma nel suo intervento dopo la sessione plenaria spiegando che “i flussi migratori incontrollati mettono sotto pressione la sicurezza dei cittadini e, quando vengono sfruttati come minaccia ibrida, anche la stabilità degli Stati. Alla fine, tutto questo influisce sulla qualità delle nostre democrazie”. L’altro dossier al centro dei pensieri della premier da quando è scoppiata la guerra in Iran con annessa chiusura dello Stretto di Hormuz è poi quello legato all’energia e ne discute col premier canadese Mark Carney a margine della Cpe.
Meloni vola a Baku per rafforzare le forniture di gas e petrolio
Giorgia Meloni vola da Yerevan, in Armenia, dove prende parte al vertice della Comunità Politica Europea, a Baku, in Azerbaigian, per mettere in sicurezza gli approvvigionamenti energetici dell’Italia. Dopo il viaggio in Algeria, alla fine di marzo e quello nel Golfo alla vigilia di Pasqua, Baku s’inserisce nella “diplomazia dell’energia”, spiega la premier, che “serve a difendere i nostri interessi, non semplicemente sul piano episodico, ma sul piano strutturale di lungo termine”. Nella missione ad Algeri, la prima Ministra aveva ottenuto di aumentare le forniture di gas a disposizione proveniente dal Paese nordafricano; nel Golfo la Meloni aveva fatto un discorso analogo, confermando allo stesso tempo l’intenzione da parte dei grandi gruppi, a partire da Eni, di continuare a investire nella Regione; in Azerbaigian la presidente del Consiglio raccoglie l’invito di Ilham Aliyev e parla di un “salto di qualità” della cooperazione già importante tra i due Paesi, tanto da trasformarla in una sorta di “coordinamento politico permanente” per programmare le priorità. L’Italia è il primo mercato di destinazione dell’export azero, con una componente prevalente nel settore energetico, che rappresenta il pilastro della cooperazione tra le due nazioni.
L’Azerbaijan è il secondo fornitore di petrolio e gas all’Italia (17% e 16% del fabbisogno nazionale rispettivamente): il gas arriva attraverso il Corridoio meridionale, di cui il Trans-Adriatic Pipeline (Tap) rappresenta il tratto finale; dal 2020 al 2025, sono stati trasportati in Italia via Tap circa 45 miliardi di metri cubi. In un contesto internazionale segnato da incertezza e instabilità, che incide sulla tenuta delle catene di approvvigionamento e sulla sicurezza dei flussi energetici, Meloni e Aliyev hanno parlato di come consolidare il rapporto lavorando non solo sui volumi delle forniture ma, precisa la premier, “soprattutto sulla qualità del partenariato industriale lungo tutta la filiera”, perché energia e connettività sono “due facce della stessa medaglia”. Roma sostiene Baku perché rafforzi il ruolo di “snodo fondamentale” di energia “tra Europa e Asia”. Nella seconda metà dell’anno è previsto un Business Forum a Baku. Sul tavolo del colloquio ci sono le principali questioni dell’attualità internazionale, dalla guerra in Ucraina alla situazione in Iran e le relative dinamiche regionali, con attenzione agli sviluppi e ai possibili impatti sulla sicurezza.
Madia lascia il Pd e va con Renzi per rafforzare l’area riformista
La deputata Marianna Madia lascia il Pd e approda come indipendente nel gruppo di Italia Viva, una mossa attesa da tempo che da una parte riattiva i disagi tra i riformisti dem e accende i riflettori su nuovi possibili addii e dall’altra ravviva il dibattito sui lavori in corso verso la cosiddetta gamba centrista del campo progressista. L’annuncio ufficiale arriva in una lettera inviata a Chiara Braga, capogruppo dem a Palazzo Montecitorio: in poche righe, Madia racconta di una lunga riflessione e di una scelta “difficile e sofferta”, presa “in una logica non di rottura ma di continuità dell’impegno”. L’obiettivo resta quello di contribuire a costruire l’alternativa a questo Governo, ma da “un’altra collocazione”. E in un’intervista a Repubblica.it, definisce la via. “Vado dove si determinerà lo scontro elettorale: non in IV, bensì in qualcosa di più grande e diverso, dove certo Matteo Renzi giocherà un ruolo importante”. Madia cita la segretaria Elly Schlein nel sottolineare che il Pd “da solo non è sufficiente”. Poi, elogiando le capacità della Sindaca di Genova Silvia Salis, ribadisce il suo impegno per consolidare “un’area di riformismo radicale” che rafforzi il centrosinistra e che il leader di Iv ha già definito Casa Riformista”.
Insomma, un addio che apre nuovi orizzonti. Al momento l’iscrizione a Italia Viva non è automatica, ma in molti considerano inevitabile una sua corsa con Iv alle prossime elezioni politiche. Dalla maggioranza e dalla segreteria dem, intanto, nessuna reazione. “Non c’è voglia di strappi, accuse e recriminazioni”, si ragiona nel gruppo parlamentare, dove certo si registra dispiacere, ma “nessun dramma”. Mentre i più maligni puntano il dito proprio sulle possibili difficoltà che Madia incontrerebbe con la segreteria Schlein nella strada verso una ricandidatura alle prossime politiche. “Non è una questione di agibilità politica, il tema è capire se il Pd è ancora la nostra casa”, lamenta però un esponente dell’area riformista dem.
Lì si moltiplicano le riflessioni a taccuini chiusi, interrotte solo dall’intervento a gamba tesa dell’europarlamentare Pina Picierno che, rivolgendosi direttamente alla leader e ai vertici del Pd, definisce “preoccupante e onestamente inspiegabile il silenzio del Nazareno su una ferita dolorosissima per il Pd”, ossia “l’addio di una delle sue fondatrici”. E affonda: “L’uscita di Madia non può essere derubricata a fatto personale, ma racconta un disagio che riguarda la natura del partito”, parole nette che descrivono il malumore diffuso tra i riformisti e riaprono la querelle su possibili nuove fuoriuscite dal Pd. I fari restano puntati sulla stessa Picierno, ma anche sul senatore Graziano Delrio e sull’europarlamentare Giorgio Gori; ormai, anche tra gli esponenti della segreteria, nessuno esclude strappi a stretto giro.
Alla Camera
L’Assemblea della Camera tonerà a riunirsi questa mattina alle 11 per la discussione di una interrogazione. Dalle 14.00 esaminerà la mozione sul rilancio della strategia nazionale delle aree interne e il decreto-legge sui Commissari straordinari e le concessioni.
Per quanto riguarda le Commissioni, la Affari Costituzionali svolgerà audizioni sulle pdl sulla riforma della legge elettorale. La Affari Esteri svolgerà audizioni nell’ambito dell’indagine conoscitiva sulle dinamiche geopolitiche dell’Artico. La Bilancio esaminerà lo schema di Dlgs sui mercati interni del gas rinnovabile, del gas naturale e dell’idrogeno. La Cultura ascolterà il direttore generale dell’Istituto della Enciclopedia italiana Massimo Bray sugli obiettivi conseguiti e il lavoro svolto. La Ambiente esaminerà il DL sui Commissari straordinari e le concessioni e discuterà sulla nomina del dottor Giuseppe Colucci a presidente dell’Ente parco nazionale dell’Alta Murgia.
La Trasporti svolgerà audizioni sul documento strategico pluriennale della mobilità ferroviaria di passeggeri e merci ascoltando diversi amministratori locali, tra cui la Sindaca di Genova Silvia Salis e il Sindaco del Comune di Napoli Gaetano Manfredi. La Attività Produttive proseguirà le audizioni nell’ambito dell’indagine conoscitiva sulla capacità competitiva del sistema Italia e dell’indagine conoscitiva sull’impatto dell’ora legale permanente sul territorio nazionale; con la Industria del Senato svolgerà audizioni sullo schema di Dlgs sulla revisione del sistema degli incentivi. La Affari Sociali svolgerà audizioni sulla pdl sul Registro nazionale degli orfani per crimini domestici e discuterà sul ddl per la salute e la sicurezza nelle piscine.
Al Senato
L’Assemblea del Senato non si riunirà questa settimana e tornerà a riunirsi martedì 12 maggio alle 16.30 per la discussione del decreto-legge fiscale.
Per quanto riguarda le Commissioni, la Affari Costituzionali esaminerà il DL sui rimpatri volontari e il ddl sui rapporti della Diocesi ortodossa romena d’Italia; dibatterà poi sul ddl sulla protezione civile e sul ddl sulla reintroduzione festività del 2 novembre.
La Giustizia svolgerà audizioni sul ddl sulla disciplina del condominio, sui ddl sulla gestione dei beni confiscati alla criminalità organizzata e sul ddl sull’allontanamento del minore. Esaminerà lo schema di Dlgs sulla repressione della tratta di esseri umani e la protezione delle vittime, il ddl sulla detenzione domiciliare dei tossicodipendenti e alcoldipendenti, i ddl sul reato di manipolazione psicologica e mentale e il ddl sulla riforma degli ordinamenti professionali. Discuterà sul ddl sulle indagini informatiche, sul ddl sui furti di auto e sui ddl sul cognome dei figli. Si confronterà sui ddl sui CTU, sui ddl sulla crisi da sovraindebitamento, sui ddl sul reato di apologia della criminalità organizzata e sul ddl sui detenuti sottoposti a regime speciale in aree insulari. Dibatterà sul ddl sulle persone scomparse, sul ddl sulle professioni pedagogiche ed educative, sul ddl per il gratuito patrocinio in favore delle famiglie vittime di femminicidio e sul ddl sulla libertà dell’imputato durante l’udienza. Con la Finanze esaminerà lo schema di Dlgs sulla riforma delle sanzioni previste dal TUF e lo schema di Dlgs sulla prevenzione del finanziamento del terrorismo.
La Politiche dell’Ue esaminerà la relazione programmatica sulla partecipazione dell’Italia all’Unione europea per l’anno 2026 e per il 2025 e dibatterà sull’affare assegnato relativo agli aspetti istituzionali della strategia commerciale dell’Unione europea. La Bilancio si confronterà sullo schema di Dlgs sulle imposte sui redditi, sullo schema di Dlgs sui tributi regionali e locali e di federalismo fiscale regionale, sullo schema di Dlgs per la prevenzione e la repressione della tratta di esseri umani e la protezione delle vittime e sullo schema di Dlgs per l’istituzione dell’Autorità Garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità. Infine, esaminerà lo schema di Dlgs sulla revisione del sistema degli incentivi e lo schema di Dlgs sui mercati interni del gas rinnovabile, del gas naturale e dell’idrogeno. La Finanze esaminerà il DL fiscale e il DL carburanti-bis.
La Ambiente svolgerà audizioni ed esaminerà il documento strategico pluriennale della mobilità ferroviaria di passeggeri e merci.Ascolterà l’ingegnere Giorgio Graditi nell’ambito dell’esame della proposta di nomina a componente della Consulta dell’Ispettorato nazionale per la sicurezza nucleare e la radioprotezione (ISIN) e ne discuterà. Ascolterà e discuterà sulla nomina di Marco Arcenni a presidente dell’Ente parco nazionale dell’Alta Murgia. Esaminerà il ddl sulla cattura della CO2 e con la Industriadiscuterà sui ddl per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio. La Industria discuterà sul ddl sui proventi derivanti dalla vendita di prodotti ed esaminerà lo schema di Dlgs sulla revisione del sistema degli incentivi. Infine, proseguirà l’esame dell’affare assegnato sulle aree di crisi industriale complessa in Italia.
La Affari Sociali svolgerà audizioni e dibatterà sul ddl sulla farmaceutica e svolgerà audizioni sul ddl sul potenziamento dell’assistenza sanitaria. Esaminerà il ddl per il potenziamento della medicina di genere del SSN e i ddl sull’inserimento lavorativo di persone con il disturbo dello spettro autistico. Dibatterà sui ddl sulla salute mentale, sui ddl sulla sostituzione mitocondriale e sui ddl sull’esercizio fisico come strumento di prevenzione e terapia. Si confronterà sullo schema di Dlgs sull’istituzione dell’Autorità Garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità e sul ddl sul registro dei dispositivi medici.
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