Chiusa la cessione di SFR, l’operatore del gruppo Altice France di Patrick Drahi ai tre concorrenti per un prezzo complessivo di 20,35 miliardi di euro. Un’operazione di consolidamento importante per il mercato francese delle Tlc, che passa da 4 a 3 operatori, che in prospettiva potrebbe rappresentare un modello anche in Europa e in particolare in Italia dove da tempo si rincorrono voci di possibili operazione di merger dopo l’acquisizione di Vodafone Italia da parte di Fastweb.
Intanto, per cominciare l’accordo del secolo nelle telecomunicazioni francesi è stato siglato questa notte. Ufficiale quindi la cessione degli asset di SFR ad un consorzio formato dal trio Bouygues Telecom,Iliad (Free) e Orange dopo più di un anno di trattative e un mese e mezzo di negoziati in esclusiva. Chiusa la cessione dell’operatore del gruppo Altice France di Patrick Drahi ai tre concorrenti per un prezzo complessivo di 20,35 miliardi di euro.
Chi prende cosa
E’ fatta, il trio composto dagli operatori Bouygues Telecom, iliad (Free) e Orange ha firmato questa notte il protocollo per rilevare la maggior parte degli asset di SFR da parte di Altice France.
Un’operazione epocale per le Tlc francese, che promette di ridisegnare totalmente il panorama del mercato transalpino del mobile, con il passaggio d a quattro a tre operatori.
L’accordo non è stato facile da raggiungere, per quanto prezzo e perimetro fossero già stati fissati dall’inizio dei negoziati in esclusiva lo scorso 17 aprile. Il primo periodo di negoziati, che si doveva chiudere il 15 maggio, era stato rinnovato fino al 5 giugno.
Trattative intense fino alla fine
Nonostante il consorzio avesse ripetutamente detto che “l’accordo era estremamente complesso”, le discussioni si sono protratte a lungo su “dettagli” come le condizioni di earn-out, ovvero i 650 milioni di euro aggiuntivi che Patrick Drahi (patron di Altice) e i suoi azionisti dovrebbero ricevere al momento della vendita effettiva.
Il prezzo e il perimetro
I quattro operatori confermano che il prezzo cmplessivo per l’acquisizone è pari a 20,35 miliardi di euro, così suddivisi:
- il 42% a carico di Bouygues Telecom,
- il 31% a carico di Iliad (Free), per un prezzo di 6,2 miliardi di euro.
- il 27% a carico di Orange.
La quota maggiore per Bouygues Telecom
Nello specifico, Bouygues Telecom rileverà tutte le attività B2B di SFR Business, nonché l’infrastruttura mobile gestita da SFR nelle aree scarsamente popolate. Ricordiamo che i due operatori hanno raggiunto un accordo nel gennaio 2014 per la condivisione delle loro reti mobili.
Bouygues gestirà la Francia occidentale e sudorientale, mentre SFR gestirà il nord-est e il sud-ovest. Sebbene le torri siano state vendute tutte lo scorso anno a Phoenix Tower International, le antenne e la gestione della rete mobile sono rimaste sotto il controllo delle due società. Era quindi logico che Bouygues acquisisse tutto. In totale, si prevede che Bouygues Telecom acquisirà circa 6,4 milioni di clienti tra telefonia mobile e fissa.
Iliad (Free) acquisirà i clienti SFR Pro
Iliad (Free) ha acquisito i clienti Business di SFR, con offerte rivolte ad artigiani, rivenditori, professionisti e microimprese, nonché quelli di RED by SFR (6 milioni di clienti). Orange e Bouygues Telecom prevedono inoltre di spartirsi i clienti degli altri operatori virtuali di rete mobile (MVNO) di SFR: Coriolis, Prixtel e Syma Mobile. Infine, il trio si dividerà i negozi, le frequenze di rete e i clienti privati di rete fissa e mobile dell’operatore. Tuttavia, Orange non potrà competere per gli abbonati ai pacchetti quadruple-play, in quanto domina questo segmento di mercato.
SFR, fatturato 2025 a 8 miliardi di euro
Complessivamente, le attività oggetto della transazione hanno generato 8 miliardi di euro di fatturato nel 2025. In questa ripartizione, Bouygues Telecom si aggiudicherebbe la quota maggiore, con il 52% del totale, davanti a Iliad (27%) e Orange (21%), il cui contributo è limitato dalla sua posizione di operatore dominante sul mercato.
Il governo ha accolto con favore l’operazione. In una dichiarazione separata, il Ministro dell’Economia, Roland Lescure, ha detto che “questo annuncio rappresenta un passo importante e decisivo per un’operazione di ristrutturazione che riguarda l’intero settore delle telecomunicazioni francese ed europeo”. Il Ministro ha tuttavia precisato che il progetto è ancora nelle fasi iniziali. L’operazione deve ottenere l’approvazione delle autorità garanti della concorrenza. In tal caso, la vendita vera e propria potrebbe essere finalizzata tra la fine del 2027 e l’inizio del 2028.
Operazione strategica per il Gruppo iliad in Francia
Per il Gruppo iliad si tratta di un’operazione strategica. Un’operazione strategica per lo sviluppo in Francia.
• Oltre 8 milioni di nuovi abbonati, composti dall’intera base clienti di RED (6 milioni di abbonati) e una parte della base clienti retail di SFR (1,6 milioni di abbonati B2C di SFR, nonché 0,4 milioni di clienti aziendali VSE2 serviti dal marchio SFR).
• 50 MHz di spettro in più.
• Aumento del numero totale di abbonati Free in Francia a quasi 31 milioni.
• Rafforzamento della posizione di Free come operatore di telecomunicazioni, a vantaggio dei consumatori.
• Maggiore capacità di investire nel futuro digitale della Francia.
• Finanziamento interamente garantito.
• Iliad Group diventerà il terzo operatore di telecomunicazioni dell’UE.
I benefici finiaiziari per iliad
L’operazione consentirebbe al Gruppo iliad di generare circa 2 miliardi di euro di ricavi aggiuntivi e circa 900 milioni di euro di free cash flow operativo aggiuntivo, inclusi oltre 0,5 miliardi di euro di sinergie.
Il Gruppo iliad si è già assicurato 6,5 miliardi di euro di finanziamenti per l’acquisizione.
Reynaud (Gruppo iliad): “Buona notizia non soltanto per Free, ma per tutto il mercato Tlc francese”
Thomas Reynaud, Ceo del Gruppo iliad, ha così commentato l’operazione: “Questa transazione è una buona notizia non solo per Free, ma per il mercato francese delle telecomunicazioni nel suo complesso. È un settore che ha costantemente bisogno di investire di più in reti, sicurezza informatica, servizi cloud e intelligenza artificiale, e come tale ha bisogno di operatori di mercato solidi. Allo stesso tempo, la sovranità digitale non può essere decretata, deve essere finanziata. In questo contesto, Free rimarrà Free e continuerà a rivoluzionare il mercato francese con la stessa attenzione mirata all’innovazione, alla semplicità e a prezzi equi per i nostri abbonati. Questa transazione ci fornirebbe maggiori risorse da investire e ci avvicinerebbe al nostro obiettivo di diventare il principale operatore di telecomunicazioni alternativo al dettaglio in Francia. Ci renderebbe inoltre il terzo operatore di telecomunicazioni più grande dell’Unione Europea”.
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