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La Giornata Parlamentare. Deroghe al Patto di stabilità, Madrid dalla parte di Roma. Prodi: “Opposizione non pronta a governare”

Meloni prepara l’incontro con Rubio. Oggi vertice con Tajani e Salvini 

Una visita di cortesia: così ai piani alti del Governo inquadrano l’incontro con Marco Rubio, che venerdì sarà ricevuto da Giorgia Meloni a Palazzo Chigi. L’obiettivo è quindi ridimensionare la portata di un faccia a faccia ben diverso da quello che il segretario di Stato Usa avrà giovedì con il Papa, nel momento di massima tensione nelle relazioni tra Casa Bianca e Vaticano. L’approccio italiano si annuncia quindi all’insegna dell’equilibrio e della diplomazia. La premier tre settimane fa definì “inaccettabili” gli attacchi di Trump a Leone e difficilmente il suo pensiero potrà essere diverso dopo gli ultimi affondi del presidente americano. Ma questa volta, per ora, non ha commentato apertamente. È stato Antonio Tajani, pur senza mai nominare Trump, a condannare “attacchi né condivisibili né utili alla causa della pace” e a ribadire il sostegno del Governo “a ogni azione e parola” di Leone. Meloni con Rubio, si ragiona in ambienti dell’esecutivo, potrebbe decidere di mantenere una posizione equilibrata su questo tema. 

Ma potrebbe spingersi a chiarire che, alla luce del “legame indissolubile che unisce l’Italia al Vicario di Cristo”, qualsiasi presidente del Consiglio italiano non potrebbe fare altro che prendere le difese del pontefice in una situazione simile. La postura da tenere negli incontri con l’inviato di Trump (sarà ricevuto alla Farnesina da Tajani prima di presentarsi a Palazzo Chigi), si annuncia fra i temi del vertice in programma oggi a mezzogiorno con Meloni e i vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini che potrebbero anche definire l’intesa politica sui nomi per la presidenza di Consob (serve una delibera del Cdm, che potrebbe riunirsi domani) e Antitrust. La stessa premier martedì scorso aveva assicurato che entro questa settimana i vertici delle due authority sarebbero stati rinnovati. 

Con Tajani e Salvini, la presidente del Consiglio dovrebbe poi analizzare l’evoluzione della crisi internazionale, con i nuovi attacchi dell’Iran agli Emirati e le tensioni crescenti nello Stretto di Hormuz. “L’Italia continuerà a fare la sua parte per favorire il dialogo e scongiurare il propagarsi della crisi a livello regionale” ha sottolineato la premier, “La libertà di navigazione attraverso lo Stretto di Hormuz è un principio fondamentale del diritto internazionale ed essenziale per l’economia globale”. “Nessuna unità della Marina Militare è partita né è in procinto di partire verso l’area”, ha chiarito “con fermezza” il ministro della Difesa Guido Crosetto, rispondendo ai dubbi sollevati dal M5S: ogni decisione passerà dal Parlamento. 

Si apre la partita sulle deroghe al patto di stabilità. Asse Italia-Spagna

Bruxelles è aperta la partita sulla proposta italiana di estendere le deroghe del Patto di stabilità sulla difesa anche alle spese straordinarie causate dalla crisi nell’energia. La linea ufficiale della Commissione Ue resta quella data ancora una volta in giornata dal Commissario all’Economia Valdis Dombrovskis, con l’invito ai Paesi a misure “mirate e temporanee” usando “la flessibilità già esistente nel quadro fiscale, inclusi gli stabilizzatori automatici”. In realtà, le posizioni non sono ancora consolidate, a partire dal fatto che nessuno sa come evolverà la crisi in MO. “Naturalmente, come Commissione, continuiamo a monitorare da vicino la situazione e siamo pronti a reagire qualora le condizioni lo richiedano”, ha detto anche Dombrovskis. Va innanzitutto registrata la vicinanza tra la proposta italiana e una arrivata da parte spagnola: il ministro dell’Economia e vice premier Carlos Cuerpo ha chiesto all’Ue che gli investimenti per migliorare la “sovranità energetica” degli Stati ricevano lo stesso trattamento delle spese per la difesa. Il ministro italiano Giancarlo Giorgetti ha invitato a usare le deroghe del Patto già attivate per la difesa. 

La differenza della proposta italiana rispetto a quella spagnola è che Giancarlo Giorgetti ha fatto riferimento a un perimetro preciso e già definito, le spese straordinarie che pesano sui settori produttivi previsti anche nel quadro temporaneo per gli aiuti di Stato per la crisi in MO adottato la scorsa settimana dalla Commissione Ue. Si tratta di agricoltura, pesca, trasporti e industrie ad alta intensità energetica, e soprattutto si tratta di comparti già adeguatamente soppesati dall’Esecutivo comunitario per l’adozione, anche dopo consultazione con gli Stati membri. Le deroghe al Patto già previste sono quelle delle clausole di salvaguardia nazionali che dal 2025 al 2028 consentono uno scostamento fino all’1,5% del Pil. Anche il quadro normativo, insomma, c’è già, la Commissione ha già attivato la clausola e il Consiglio Ue ha dato il via libera già lo scorso anno. 

Attualmente hanno chiesto le deroghe per la difesa in 17: i Paesi del Nord, Centro ed Est Europa (c’è anche la Germania), quelli più esposti alla minaccia russa. L’Italia ancora non si è mossa, anche se fino a un paio di settimane fa c’era attesa soprattutto per l’uscita dalla procedura per disavanzo eccessivo, poi sfumata per un soffio (siamo al 3,1% del Pil nel 2025); ora potrebbe prevalere l’attesa su come andrà il nuovo negoziato con Bruxelles. Intanto si registra un significativo appoggio austriaco all’idea di ragionare sull’energia: “C’è una logica economica nel contenere i deficit”, ha detto il Ministro delle Finanze di Vienna Markus Marterbauer, “Penso però che si debbano prevedere alcuni incentivi, soprattutto per gli investimenti verdi nel settore pubblico. La proposta spagnola trova in linea di principio la mia simpatia”, ha affermato escludendo che il Paese voglia rallentare il proprio percorso per ridurre debito e disavanzo pubblico. “I Ministri hanno espresso opinioni divergenti sulla necessità di una maggiore flessibilità fiscale”, ha segnalato Dombrovskis al termine del Consiglio Ecofin anche se il negoziato è appena iniziato. 

Schlein parla ai riformisti: “Pd casa vostra ma non rinuncio a posizioni chiare”

La memoria di un grande tessitore come Aldo Moro ha offerto ai riformisti Pd l’occasione per mostrarsi con Elly Schlein dopo l’uscita dal partito della deputata Marianna Madia, approdata in Iv. A Roma, alla presentazione di un libro sullo statista Dc la segretaria sedeva al tavolo di presidenza e il messaggio è stato chiaro; Schlein ha rassicurato: “Dispiace sempre quando qualcuno decide di andarsene, Madia è stata anche mia compagna di banco quando sono arrivata. Le idee riformiste continueranno ad avere piena cittadinanza nel Pd”. Poi, però, un avvertimento: “Uniti e compatti, ma con un’idea chiara”, cioè: “Continueremo a fare il nostro lavoro in una logica unitaria, inclusiva, che rispetta il pluralismo” e per questo, “non penso” che ci sia il pericolo di altre uscite riformiste, dopo quella di Madia. Però attenzione: il partito “vuole avere delle posizioni chiare, quelle che hanno convinto tanta gente a ridarci fiducia”. Tradotto: bene il dialogo, ma spetta a me tirare le somme e dare la linea, come quella “testardamente unitaria”, che dal “minimo storico” toccato dal partito dopo il voto del 2022 ha portato il Pd a essere “la prima forza di opposizione, saldamente il perno attorno a cui costruire l’alleanza progressista, insieme dei nostri alleati”. 

Da Bologna, però, Romano Prodi ha sparso scetticismo: l’opposizione “non è pronta a offrire un’alternativa di governo. Prima di tutto perché non si sa con quale legge elettorale si va”. La questione riaperta dall’uscita di Madia è quella del centro, della formazione che potrebbe nascere per rappresentare il centro del centrosinistra. Se prima o poi affiorerà, altri riformisti potrebbero essere tentati di lasciare il Pd, come il senatore Graziano Delrio e gli europarlamentari Giorgio Gori e Pina Picierno. Alla presentazione del libro su Moro, il centro che guarda a sinistra ha affiancato la segretaria: Pier Ferdinando Casini da una parte e Dario Franceschini dall’altra del tavolo di presidenza. Per Franceschini, chi si dilettasse a immaginare dove oggi sarebbe Moro dovrebbe pensare all’esperienza del centrosinistra, “più che a un centro autonomo, che mi pare una nostalgia già inevitabilmente superata dei percorsi della storia”. Ad accogliere Madia è stato Matteo Renzi: “La scommessa non è costruire un centro alternativo ai due poli, ma far sì che le idee riformiste abbiano cittadinanza (e peso) dentro le coalizioni”. 

Intanto, nel totonomi dei leader della formazione centrista che ancora non c’è, ha fatto capolino anche l’ex capo della polizia Franco Gabrielli, che però ci ha scherzato su: “Se non hanno di meglio è il segno di una sorta di disperazione”. Ad ascoltare Schlein a Roma, esponenti di maggioranza Pd come i capigruppo Chiara Braga e Francesco Boccia e diversi riformisti, come i parlamentari Filippo Sensi e Simona Malpezzi e lo stesso Delrio, che ha parlato a lungo col deputato Paolo Ciani, segretario di Demos. A proposito di scenari centristi, insieme stanno organizzando un appuntamento con Prodi. “Noi lavoriamo, come riformisti, dentro il Pd”, ha però chiarito Delrio. Della pattuglia riformista fa parte anche la senatrice Sandra Zampa, vicina a Prodi. “Se sono in uscita dal Pd? No, ma penso che il Pd debba rafforzarsi nel pluralismo e non radicalizzarsi”. La corsa è a rassicurare. 

Alla Camera

L’Assemblea della Camera tornerà a riunirsi alle 15.00 per lo svolgimento delle interrogazioni a risposta immediata (question time). Dalle 16.45 riprenderà l’esame del decreto-legge sui Commissari straordinari e le concessioni provvedimento su cui ieri il Governo ha posto la questione di fiducia.

Per quanto riguarda le Commissioni, la Affari Costituzionali svolgerà audizioni sulle pdl sulla riforma della legge elettorale. La Giustizia ascolterà Marco Doglio, Commissario straordinario per l’edilizia penitenziaria, sul Programma dettagliato di edilizia penitenziaria e dibatterà sulla pdl sulla protezione dei minori in contesti di criminalità organizzata. La Bilancio esaminerà lo schema di Dlgs sulla repressione della tratta di esseri umani e la protezione delle vittime. La Finanze proseguirà l’esame del DL sui prezzi dei carburanti.

La Ambiente, con la Attività Produttive, ascolterà l’ingegnere Giorgio Graditi nell’ambito dell’esame della proposta di nomina a componente della Consulta dell’Ispettorato nazionale per la sicurezza nucleare e la radioprotezione (ISIN). Svolgerà, poi, diverse audizioni sul ddl di delega al Governo per l’adozione del Codice dell’edilizia e delle costruzioni. La Attività Produttive svolgerà audizioni sulla crisi aziendale della Ceramica mediterranea e terrà delle audizioni sulla pdl per la tutela e la valorizzazione delle attività commerciali negli ambiti di interesse storico, culturale e paesaggistico dei centri storici.

La Affari Sociali discuterà sul ddl sulla responsabilità professionale degli esercenti le professioni sanitari e sul ddl sulle terapie digitali. La Agricoltura ascolterà l’Assessore all’agricoltura e allo sviluppo rurale della Regione Puglia avvocato Francesco Paolicelli in merito all’utilizzo dei finanziamenti da parte della Regione destinati al contrasto della Xylella fastidiosa e svolgerà audizioni sulle pdl sugli equidi e il loro riconoscimento come animali di affezione. La Politiche dell’Ue svolgerà audizioni sulla relazione programmatica sulla partecipazione dell’Italia all’Unione europea nell’anno 2026.

Al Senato

L’Assemblea del Senato non si riunirà questa settimana e tornerà a riunirsi martedì 12 maggio alle 16.30 per la discussione del decreto-legge fiscale.

Per quanto riguarda le Commissioni, la Affari Costituzionali esaminerà il ddl sulla protezione civile e il ddl sulla reintroduzione festività del 2 novembre.

La Giustizia esaminerà lo schema di Dlgs sulla repressione della tratta di esseri umani e la protezione delle vittime, il ddl sulla detenzione domiciliare dei tossicodipendenti e alcoldipendenti, i ddl sul reato di manipolazione psicologica e mentale e il ddl sulla riforma degli ordinamenti professionali. Discuterà sul ddl sulle indagini informatiche, sul ddl sui furti di auto e sui ddl sul cognome dei figli. Si confronterà sui ddl sui CTU, sui ddl sulla crisi da sovraindebitamento, sui ddl sul reato di apologia della criminalità organizzata e sul ddl sui detenuti sottoposti a regime speciale in aree insulari. Dibatterà sul ddl sulle persone scomparse, sul ddl sulle professioni pedagogiche ed educative, sul ddl per il gratuito patrocinio in favore delle famiglie vittime di femminicidio e sul ddl sulla libertà dell’imputato durante l’udienza. Infine, svolgerà audizioni sul ddl sulla riforma della prescrizione.

La Affari Esteri e Difesa svolgerà audizioni sulla relazione sulle operazioni autorizzate e svolte per il controllo dell’esportazione, importazione e transito dei materiali di armamento, relativa all’anno 2025, si confronterà sul ddl sull’accordo UE-Costa d’Avorio di partenariato economico interinale e sul ddl sulla ratifica dei Trattati Italia-Vietnam di estradizione, trasferimento persone condannate e assistenza giudiziaria in materia penale. Infine, esaminerà lo schema di DM per l’attribuzione di contributi a progetti di ricerca proposti dagli enti internazionalistici.

La Bilancio si confronterà sullo schema di Dlgs sulle imposte sui redditi, sullo schema di Dlgs sui tributi regionali e locali e di federalismo fiscale regionale, sullo schema di Dlgs per la prevenzione e la repressione della tratta di esseri umani e la protezione delle vittime e sullo schema di Dlgs per l’istituzione dell’Autorità Garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità. Infine, esaminerà lo schema di Dlgs sulla revisione del sistema degli incentivi e lo schema di Dlgs sui mercati interni del gas rinnovabile, del gas naturale e dell’idrogeno. La Finanze esaminerà il DL fiscale e il DL carburanti-bis.

La Cultura discuterà sui ddl sulle opere d’arte straniere in prestito temporaneo, sul ddl sulle scuole paritarie e sul ddl sulla tutela delle tradizioni religiose italiane. Dibatterà sul ddl sulla miniera di Montecatini Val di Cecina, sul ddl sulla valorizzazione delle abbazie e degli insediamenti benedettini medievali, e sui ddl sull’inclusione degli studenti universitari con DSA. Infine, riprenderà l’esame del ddl sul valore culturale della Vespa Piaggio.

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